Diesel, senza sconto accise scatta la giungla dei prezzi

CARO BENZINA. Con la fine della misura del governo, c’è stato un rialzo dei listini: ritocco di 6 centesimi sul gasolio per Eni, la prima ad aver introdotto il «price cap».

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Sembrava solido, il tetto dei prezzi sui carburanti. Invece, ecco una tegola: da martedì, con la fine – stavolta definitiva – degli ultimi rimasugli dello sconto sulle accise del gasolio varato da marzo in poi, c’è stato un rialzo dei listini. Eni, la prima e più importante catena che aveva introdotto il «price cap» definendo una quotazione massima di 1,99 euro/litro per la benzina e di 2,19 per il diesel, ha infatti ritoccato i valori del diesel di circa 6 centesimi (a 2,25 euro/litro). In sostanza, ha adeguato il prezzo di quel prodotto al pieno ritorno delle accise.

Eni ha comunicato che non si farà carico di questo aumento delle imposte, mentre il governo non ha ancora introdotto il meccanismo delle accise mobili, ossia il sistema di compensazione fiscale che andrebbe a ribassare temporaneamente le accise utilizzando come risorsa il maggior introito derivante dall’Iva sul carburante: poiché l’Iva agisce in percentuale sul prezzo, più il prezzo sale e più lo Stato incassa (mentre le accise sono fisse, un tanto al litro), ma può utilizzare quelle entrate extra proprio per anestetizzare le accise. In materia di prezzi, sono attese decisioni anche da parte di Ip, Q8 e Tamoil, gli altri player che avevano calmierato i prezzi: martedì non c’erano state variazioni significative, ma da oggi sono possibili novità.

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I dubbi dei gestori

Sono rimasti spiazzati gli automobilisti, certo, ma pure i gestori delle stazioni di servizio: «Ci siamo attenuti alle indicazioni di Eni, seppur dalle dichiarazioni pubbliche sia dell’azienda sia del governo il tetto ai prezzi sembrava garantito anche in caso di cambiamenti legati alle accise – rileva Renato Mora, presidente del Gruppo Benzinai di Confcommercio

«Opportuno un confronto a livello sindacale con le controparti»

Bergamo e consigliere nazionale della Figisc Confcommercio, la Federazione italiana gestori impianti stradali carburanti –: navighiamo a vista, e penso che sarà opportuno un confronto a livello sindacale con le controparti. L’introduzione dell’accisa mobile sarebbe stata un buon provvedimento: nei momenti di emergenza, abbassa l’accisa utilizzando il maggior gettito Iva in maniera automatica e quindi calmierando il prezzo».

Dove sono arrivati i prezzi della benzina

Secondo gli ultimi dati del ministero delle Imprese e del Made in Italy riferiti a sabato e domenica, la benzina self service era mediamente venduta in Bergamasca a 2,053 euro/litro, e in questo caso non ci saranno oscillazioni legate alle accise (le agevolazioni erano già

L’unica buona notizia è che non ci sono più problemi di approvvigionamento

terminate), mentre il gasolio viaggiava a 2,253: qui il rischio è che si riporti attorno ai 2,30 euro/litro. Già, perché circa il 50% dei distributori applica prezzi calmierati, che tenevano il diesel a quota 2,19: se tutti faranno come Eni, il rialzo si farà sentire.

L’unica buona notizia è che non ci sono più problemi di approvvigionamento: «La scorsa settimana, la prima con il price cap, è stata catastrofica: alcuni colleghi hanno venduto il doppio di ciò che vendono solitamente, restando con le cisterne vuote – prosegue Mora –. È stato ingestibile, ma ora la logistica dei rifornimenti è rientrata a regime. È comunque una situazione a macchia di leopardo: dove ci sono grosse differenze di prezzi, c’è l’assalto alla pompa più conveniente e si svuotano più rapidamente le giacenze».

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Lo scenario

Tra l’altro, nemmeno i prezzi calmierati riescono ad assorbire l’onda lunga di una escalation cominciata a fine febbraio dopo l’attacco di Stati Uniti e Israele all’Iran, che ha destabilizzato ulteriormente un’area del mondo cruciale per la produzione del petrolio: rispetto ad allora, in Bergamasca il prezzo medio della benzina rimane più alto del 24%, mentre il diesel è al +31%. E per il gasolio, vista la nuova beffa, la stangata è destinata a farsi ancora più pesante.

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