Diventare imprenditori, dalla Regione un contributo

LA MISURA. Il bando Nuova Impresa 2026 rimborsa le spese iniziali. Da 3mila a 10mila euro a fondo perduto per partite Iva e professionisti.

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Sviluppare l’autoprenditorialità. È questo l’obiettivo del Bando Nuova Impresa che, anche per l’edizione 2026 ripropone la formula del contributo a fondo perduto per l’avvio di attività lavorative autonome.
La dotazione finanziaria messa in campo da Regione Lombardia ammonta complessivamente a 8 milioni di euro e permette di ottenere la copertura del 50% delle spese sostenute per l’avvio dell’attività. L’investimento minimo previsto ammonta a 3mila euro, mentre il contributo massimo erogabile è di 10mila euro.

Chi può fare domanda

Possono presentare domanda - entro il 29 gennaio 2027 - le Mpmi (micro, piccole e medie imprese) che hanno aperto una nuova impresa (sede legale e operativa) in Lombardia a decorrere dal 1° giugno 2025 e fino al 31 dicembre 2026, che sono in regola con l’iscrizione al Registro delle imprese e risultano attive. Non si considera nuova impresa l’attivazione di una nuova sede operativa sul territorio Lombardo da parte di imprese già esistenti. Ammessi anche i lavoratori autonomi con partita Iva individuale, non iscritti al Registro delle Imprese, che hanno dichiarato l’inizio attività ad uno degli uffici locali dell’Agenzia delle Entrate o ad un ufficio provinciale dell’imposta sul valore aggiunto della medesima Agenzia e che hanno la partita Iva attribuita dall’Agenzia delle Entrate attiva a decorrere dal 1° giugno 2025 e fino al 31 dicembre 2026, e che hanno il domicilio fiscale in Lombardia. Infine, ammessi anche i professionisti ordinistici con partita Iva individuale attiva, purché abbiano completato il periodo di praticantato e l’abilitazione professionale come da iscrizione al relativo Albo, conseguente all’esame di stato.

Cosa comprende il fondo

Per quanto riguarda le spese per cui è possibile ricevere un contributo, comprendono: l’acquisto di beni strumentali, macchinari, attrezzature, arredi nuovi, incluse le spese per il montaggio, trasporto e manodopera e realizzazione di strutture, anche in muratura; così come l’acquisto di software gestionale, professionale e altre applicazioni aziendali, licenze d’uso e servizi software di tipo cloud e saas e simili, brevetti e licenze d’uso sulla proprietà intellettuale, nella misura massima del 60% della spesa totale di progetto. Incluso anche l’acquisto di hardware e la registrazione e sviluppo di marchi e brevetti. Non solo rientrano anche consulenze e spese in comunicazione e pubblicità. La procedura per la domanda è esclusivamente telematica, sul sito https://restart.infocamere.it/.

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