Esoscheletri firmati Comau: «Non solo per l’automotive»
LA PRESENTAZIONE. Il caso dei «Mate», nati per ridurre gli sforzi fisici durante le attività ripetitive a braccia alzate e la movimentazione dei carichi.
Lettura meno di un minuto.Tra i protagonisti dell’evento «Beyond Borders» al Kilometro Rosso, realizzato e promosso da Co.Mark-Tes, azienda leader nel supportare la crescita internazionale delle Pmi, anche Comau, gruppo torinese con 3.800 dipendenti e 1,1 miliardi di fatturato.
Specializzata nella robotica, nel 2025 ha completato l’acquisizione della bergamasca Automha, che si occupa di sistemi automatici per l’intralogistica e la gestione di magazzino.
Gli esoscheletri «Mate»
Duilio Amico, responsabile vendite mondiale del gruppo, ha raccontato il caso degli esoscheletri «Mate», nati per ridurre gli sforzi fisici durante le attività ripetitive a braccia alzate e la movimentazione dei carichi. «Li avevamo progettati pensando all’automotive, ma, con il procedere delle operazioni commerciali abbiamo scoperto che la loro applicazione apriva numerosi ed inaspettati mercati», afferma Amico.
Un forte interesse è arrivato dalla manifattura straniera, anche in ambiti lontani da quello automobilistico, «con diverse applicazioni industriali quali il welding, lo spray painting, la logistica, l’asservimento macchine utensili, il settore della cura alla persona. Senza parlare delle prestigiose collaborazioni che abbiamo aperto sul mercato italiano con Esselunga, Poste Italiane, Porto di Livorno...». Il processo di internazionalizzazione - portato avanti insieme a Co.Mark Tes - si è così trasformato in uno strumento di riposizionamento del prodotto. «Abbiamo modificato la nostra strategia, adattandola ai Paesi di sbocco», spiega il manager.
Che conclude: «Quando vendi un prodotto nuovo e altamente innovativo, il mercato può essere opaco. Capire chi può comprarlo, attraverso quali canali e a che prezzo è un’opera che oggi mescola intelligenza artificiale e sapere umano».
© RIPRODUZIONE RISERVATA