Harry Potter sul taccuino: la «piccola» Doliberg si allea con Warner Bros

LA COLLABORAZIONE. L’azienda bergamasca di San Paolo d’Argon specializzata nella labbratura dei libri, oggi si concentra sulla stampa digitale.

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San Paolo d’Argon

Il fascino della carta non tramonta mai anche grazie a idee innovative, supportate dalla tecnologia. Doliberg è passata dalla labbratura dei libri realizzata a mano con le foglie d’oro a una lavorazione brevettata per stampare immagini che rimangono nascoste fino al momento in cui si sfogliano i volumi: innovazione che ha portato a un’importante collaborazione esclusiva con il colosso americano Warner Bros. L’azienda di San Paolo d’Argon vanta una storia lunga quasi 60 anni, iniziata nel 1967 con nonno Angelo, proseguita con papà Osvaldo e arrivata ora alla terza generazione rappresentata da Simone Marchetti.

In quattro anni il lavoro è cresciuto a dismisura e ha richiesto non solo un organico rinforzato - i dipendenti sono passati da sei a 30 - ma anche una nuova, e più ampia, sede. Nel 2024 uffici, produzione e magazzino hanno traslocato da Albano Sant’Alessandro agli attuali spazi, crescendo da mille metri quadrati a quasi 6mila, con una capacità produttiva di 10 milioni di volumi ogni anno. Il fatturato è letteralmente esploso negli ultimi tre anni, passando da 1,5 milioni ai 5 milioni attuali.

Dalla spugna all’aerografo

Se fino a pochi anni fa l’attività principale era rappresentata dalla labbratura di libri, cataloghi, Bibbie (ancora molto richieste soprattutto negli Stati Uniti), inviti, cartellini e carte da gioco, oggi il business si è spostato sulla stampa digitale. «Dalla spugna si è passati all’aerografo a spruzzo e oggi disponiamo delle migliori tecnologie per realizzare qualsiasi tipo di illustrazione - commenta Simone Marchetti -. Ho sempre visto mio nonno come un eroe gigante e sin da piccolo ero appassionato di meccanica, tanto che mi divertivo a costruire torchietti da utilizzare per pressare e colorare i libri. Oggi abbiamo le migliori tecnologie a disposizione, che ci permettono di colorare ogni lato dei volumi e delle agende con tempistiche molto veloci».

«Il boom del lavoro è arrivato dopo la pandemìa, quando siamo stati letteralmente sommersi di ordini - prosegue Marchetti -. Negli spazi produttivi della Doliberg il capitale umano è ancora protagonista, nonostante la tecnologia aiuti a compiere ogni singola operazione».

Spazio al genere fantasy

L’azienda però non si ferma e ha deciso di lanciare un nuovo brand da distribuire in proprio. Con «MioBuk» la Doliberg punta anche al B2C (Business-to-Consumer) con il brevetto «ghost technology», che prende il nome da una particolare lavorazione capace di realizzare immagini e disegni apparentemente nascosti che vengono alla luce quando si sfogliano i volumi con ben due soggetti, uno per lato. L’idea imprenditoriale è valsa un’importante collaborazione con la Warner Bros, proprio nell’anno in cui si celebra il quarto di secolo sia del Signore degli Anelli che di Harry Potter.

La lunga vita dei taccuini

I taccuini, oltre alla funzione di scrittura, sono veri e propri oggetti di design, che possono essere esposti nuovi o anche una volta utilizzati. Alla fine non diventano materiale da cestinare, strizzando l’occhio alla sostenibilità, grazie anche a un «ring» brevettato appositamente per tenerli in equilibrio. Al momento sono disponibili quattro collane realizzate in carta Fsc divise per modelli, colori e soggetti assortiti comprese due limited edition studiate per i 25 anni di Harry Potter e del Signore degli Anelli. La commercializzazione partirà nei prossimi giorni sia tramite e-shop sia in punti vendita fisici.

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