Auto, l’unità e la forza che servono
EUROPA-CINA. Le trattative dell’Europa con Pechino per limitare le importazioni nel nostro continente di auto ibride cinesi non dicono una parola definitiva, e tantomeno risolutiva, sui rapporti commerciali - impari - fra i due interlocutori.
Lettura 2 min.Tuttavia, sono il segnale di un’azione politica che dà l’idea di cosa potrebbe fare l’Europa se tenesse sempre ben presente la forza del suo mercato unico da 450 milioni di consumatori e se fosse capace di avere una sempre maggiore rapidità di decisione e intervento.
L’accordo sarà all’esame il 15 ottobre dei ventisette capi di Stato e di governo del Consiglio europeo e qui si capirà se quanto portato a casa finora, in quella che è stata definita la prima fase dei negoziati, sarà ritenuto sufficiente o meno per iniziare a riequilibrare i rapporti di forza in un settore come quello dell’auto che storicamente rappresenta una spina dorsale del sistema industriale europeo e che da anni ormai soffre l’agguerrita concorrenza del Dragone.
I punti chiave emersi sembrano una buona base di partenza. Per quanto riguarda le auto, il Commissario europeo al Commercio Maroš Šefčovič, volato a Pechino l’8 e 9 ottobre scorsi per chiudere i colloqui in corso da alcuni mesi con i funzionari e il ministro del Commercio Wang Wentao, ha parlato di un’intesa che potrebbe ridurre di diversi milioni di vetture le importazioni di ibride e ibride plug-in cinesi in Europa in quattro anni: si arriverebbe a dimezzare l’export di Pechino in questo specifico segmento. Le modalità di attuazione non sono state ancora precisate. Si parla di un tetto di 350mila auto all’anno, ma è da capire se ci sarà appunto un limite numerico ai volumi in arrivo, così da ridurre una quota di mercato che viaggia in questa fetta sul 30%, o se, come probabilmente preferirebbe Pechino, ci sarà un prezzo minimo all’ingresso.
Non dimentichiamo che sul piatto ci sono i dazi che Bruxelles ha introdotto due anni fa sulle auto elettriche cinesi e che il gigante asiatico avrebbe tutto l’interesse a infilare nella trattativa, per sostituirli se non addirittura cancellarli. La forza dell’Europa di tenere il punto e arrivare a meta è ancora tutta da vedere. In prima linea nel chiedere fermezza per riequilibrare i rapporti commerciali ci sono Francia e Germania, quest’ultima soprattutto messa a dura prova dalla crisi dell’auto. Anche altri settori industriali, dalla chimica ai macchinari, chiedono misure di protezione efficaci contro la concorrenza sleale: la strada tracciata sulle auto ibride potrebbe dare una direzione. Giusto per avere un’idea dei rapporti, il disavanzo commerciale dell’Europa con la Cina, cioè la differenza fra quanto esportiamo e quanto importiamo, è di un miliardo al giorno: una cifra enorme.
Non dimentichiamo che sul piatto ci sono i dazi che Bruxelles ha introdotto due anni fa sulle auto elettriche cinesi e che il gigante asiatico avrebbe tutto l’interesse a infilare nella trattativa, per sostituirli se non addirittura cancellarli
Ci sono altri due aspetti non meno importanti di cui Bruxelles e Pechino hanno parlato settimana scorsa e che rientrerebbero nel pacchetto. Il primo è la riduzione dei dazi cinesi sull’esportazione di merci europee che valgono circa 4 miliardi di euro, tra cui componenti per auto, olio d’oliva e calzature. Il secondo è l’impegno della Cina a semplificare le procedure di rilascio delle licenze per l’esportazione di terre rare e magneti permanenti. Semplificare non significa ovviamente togliere e quindi la nostra dipendenza - quasi totale - da Pechino sulle materie prime critiche continuerà ad essere un tallone d’Achille. Eppure due anni fa è entrato in vigore il Critical Raw Materials Act (legge sulle materie prime critiche), l’iniziativa europea per riguadagnare spazi di indipendenza anche in questo ambito. Siamo in ritardo, è evidente. Ma non può essere una scusa per continuare a non agire e c’è solo da augurarsi che i progetti avviati in forza di quel quadro normativo possano portare presto risultati. Anche in questo caso, unità e rapidità d’azione potrebbero aiutare molto.
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