Emma, minuta e indomabile in difesa dei diritti

IL RICORDO. A differenza di Marco Pannella, il suo fratello-avversario, Emma Bonino non credeva solo alla testimonianza «gandhiana» dei digiuni e delle marce per affermare le proprie ragioni, ma scommetteva anche sulla sfida del governo che infatti, a differenza di Pannella, la trovò impegnata come ministro e come commissario europeo oltre che come vicepresidente del Senato.

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È per questa ragione che Bonino non aveva la reputazione da «scapigliata» un po’ come tutti i radicali, irregolari e imprevedibili, ma era una autorevole personalità istituzionale, a Roma come a Bruxelles. Tanto è vero che la sua candidatura al Quirinale, più volte affacciatasi, non andò a buon fine per le diverse tattiche dei partiti ma da tutti era considerata assolutamente credibile.

La sua candidatura al Quirinale, più volte affacciatasi, non andò a buon fine per le diverse tattiche dei partiti ma da tutti era considerata assolutamente credibile

C’era una dirittura morale, nella sua traiettoria umana e politica, che imponeva il rispetto anche di chi non condivideva alcune delle sue battaglie più clamorose, a cominciare dall’aborto e dal divorzio. Lo diceva anche Papa Francesco, che la andò a trovare a casa a Campo de’ Fiori durante la malattia (di entrambi): «Non condivido tutto quello che ha fatto ma sull’Africa è lei che ne sa più di tutti». Infatti l’impegno per il continente africano e conseguentemente per i migranti era un’altra delle caratteristiche fondamentali dell’azione politica di Bonino. Lei riuscì ad incarnare il suo ruolo di commissario europeo non come un distante burocrate di Bruxelles ma come una persona umana che si prodiga per i diritti di tutti, a cominciare dagli ultimi, e riusciva a portare l’Europa ad abbracciare i figli d’Africa, rendendola ai loro occhi qualcosa di vero, non di astratto, lontano o impersonale.

Quanto ha lottato, lei con Pannella e tutti i radicali per un’ideale che proseguiva il sogno di Altiero Spinelli verso i mitici «Stati Uniti d’Europa»: come alcune tra le figure più preveggenti dell’europeismo, aveva visto nella costruzione dell’Europa il baluardo dei diritti contro le tante tentazioni autoritarie, reazionarie, anti-umane presenti nel mondo.

Di fronte alle piaghe del pianeta, Bonino non ha mai voltato lo sguardo. Il suo impegno contro lo sterminio per fame nel mondo, la fondazione della Corte Penale Internazionale contro i crimini di guerra, la difesa dei diritti dei carcerati, la denuncia ostinata delle mutilazioni genitali femminili e la lotta inflessibile per i diritti delle popolazioni oppresse – dai Balcani all’Afghanistan – parlavano il linguaggio universale della giustizia.

Memorabile la sua protesta, che portò addirittura all’arresto, quando nel 1997 a Kabul come commissaria europea protestò contro le vessazioni dei talebani nei confronti delle donne. E chissà che Presidente della Repubblica sarebbe stata questa donna minuta e indomabile, piemontese di Bra, bocconiana e figlia di contadini.

Il suo impegno contro lo sterminio per fame nel mondo, la fondazione della Corte Penale Internazionale contro i crimini di guerra, la difesa dei diritti dei carcerati, la denuncia ostinata delle mutilazioni genitali femminili e la lotta inflessibile per i diritti delle popolazioni oppresse – dai Balcani all’Afghanistan – parlavano il linguaggio universale della giustizia

Mai abbandonato la politica

Quando nel 2015 annunciò a Radio Radicale che aveva un tumore al polmone, aggiunse che non aveva alcuna intenzione di abbandonare la vita politica. E così ha fatto, indipendentemente dal lungo periodo di cure, remissioni del tumore, ricadute e ricoveri d’urgenza. Fino all’ultimo non ha sacrificato la sua passione per la vita politica che era tanto assoluta quanto integerrima e disinteressata.

È anche per questo che Emma Bonino ci lascia la lezione di una laicità nobile, che crede nella forza del diritto internazionale e nella dignità intrinseca di ogni persona. Guardando alla sua testimonianza, la sfida non è smussare le differenze, ma chiederci se sappiamo ancora difendere i valori della persona con la medesima tenacia, la stessa trasparenza e quel senso appassionato della dignità umana che Emma ha saputo spendere per tutta la vita.

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