Botte alla compagna a Sorisole, poi ai carabinieri: non ha altro posto dove stare, va in cella

IL CASO. A Sorisole un 42enne disoccupato arrestato per resistenza. Per il «codice rosso» aperto un altro procedimento.

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A chiamare il 112 è stata la compagna, dopo che lui l’aveva aggredita in casa. Quando nell’abitazione di Sorisole sono arrivati i carabinieri di Almenno San Salvatore, martedì alle 10, l’uomo ha cominciato a insultarla, poi M. F., perito meccanico disoccupato di 42 anni, incensurato, ha aggredito anche loro. Spinte, pugni, calci e morsi.

Arrestato per resistenza, al processo per direttissima ha ammesso di aver dato solo «spinte e graffi, ma mi hanno buttato a terra e io ho detto che sono malato, ho un’embolia polmonare». «C’è stato uno scambio verbale – ha dichiarato – mi hanno detto di indietreggiare e ho spinto con una mano il maresciallo. Poi in due mi hanno preso per le braccia per buttarmi per terra. Non ho spinto nessuno contro un mobile, ma c’è stata una colluttazione abbastanza pesante». Le dichiarazioni della compagna però dicono altro e ricalcano esattamente la dinamica riferita dai carabinieri. L’accusa ha chiesto la convalida dell’arresto con la custodia in carcere, vista la violenza dimostrata e il pericolo di reiterazione del reato.

«Vivo in macchina»

La difesa ha chiesto una misura meno afflittiva, ma quando il giudice Federica Gaudino ha chiesto all’uomo se avesse un altro posto dove stare, lui ha risposto: «In macchina». Esclusa la possibilità dei domiciliari, alla luce dell’aggressione alla compagna, ha quindi convalidato l’arresto e disposto la custodia in carcere. Processo aggiornato all’8 settembre. Sui maltrattamenti e le lesioni alla compagna è indagato in un procedimento a parte: è scattato il «codice rosso», la donna lo avrebbe già denunciato altre volte. Martedì è stata portata in ospedale e refertata con 12 giorni di prognosi.

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