Dolore a Pedrengo per Antonella: «Speciale in tutto ciò che faceva»

IL LUTTO. La mamma della farmacista morta nell’incidente sulla A14 insieme al compagno con cui viveva ad Albano. «L’avevo sentita sabato sera, era tranquilla». Il figlio: «Impossibile che andassero veloci, Maurizio era prudente».

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Pedrengo

«Antonella era una donna speciale, una laureata speciale, una farmacista speciale». Mamma Clotilde cerca di trattenere le lacrime, ma raccontare di sua figlia morta tragicamente è un dolore troppo grande. Antonella Doneda, 66 anni, il 24 agosto avrebbe dovuto tornare dietro il bancone della farmacia di famiglia a Pedrengo. Invece domenica mattina 23 agosto, mentre tornava a casa dall’Abruzzo, in sella alla moto guidata dal compagno Maurizio De Panfilis, 76 anni di Albano Sant’Alessandro, è rimasta coinvolta in un incidente che ha tolto la vita a entrambi.

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La dinamica dello schianto

Secondo i rilievi della Polizia Stradale, i due stavano viaggiando su una Bmw R1200 quando, verso le 11.30 sulla A14 tra i caselli di Riccione e Rimini Sud, la moto in terza corsia ha urtato la parte posteriore di una Hyundai Tucson rallentata dal traffico intenso del controesodo. La velocità della Bmw sarebbe stata elevata, intorno ai 180 km orari, ma gli accertamenti sulla dinamica dello schianto sono ancora in corso. Maurizio De Panfilis, sbalzato a terra in terza corsia, è morto sul colpo mentre Antonella Doneda è stata soccorsa e trasportata all’ospedale Bufalini di Cesena, dove è morta alle 13.10.

«Era partita un po’ prima della chiusura della farmacia, il 10 o l’11 – racconta mamma Tilde – avevano fatto un giro con altri motociclisti ed erano andati in Abruzzo per fare un po’ di mare e di riposo. Anch’io ero in vacanza, sono tornata sabato e la sera l’avevo sentita al telefono. Era tranquilla, mi aveva detto: mamma partiamo domani. Non si sa ancora bene cosa sia successo, i suoi figli Giordano e Tamara sono andati a Cesena per capire quando si potrà riportare a casa la salma». Oggi il magistrato dovrebbe rilasciare il nullaosta alla sepoltura per entrambi. «Si conoscevano da più di dieci anni, vivevano ad Albano – continua Tilde – ma lui era di Sulmona. Lascia una figlia e una sorella: lo ricordo come una persona educata, rispettosa, so che aveva lavorato come rappresentante». «Era un grande appassionato di moto, fin da piccolo – ricorda Giordano – era sempre nel suo garage a sistemarle, ne aveva anche una d’epoca. Ed era molto prudente. Non credo infatti che andasse così veloce, non era mai spericolato e tutti erano tranquilli a salire in moto con lui. Non so cosa possa essere successo, magari ha avuto un malore». I funerali saranno probabilmente celebrati separatamente: «Antonella la porteremo alla Casa del commiato di Seriate, mentre Maurizio andrà a Sulmona» spiega ancora il figlio.

Farmacia chiusa per lutto

Antonella era praticamente nata in farmacia, che in segno di lutto resterà chiusa fino a mercoledì 26 agosto: «Io e mio marito l’abbiamo aperta nel 1971, nel 1990 Antonella è diventata titolare e io l’ho sempre aiutata – racconta Tilde –. Era appassionata del suo lavoro e si è buttata in mille cose: ha sviluppato l’omeopatia, la fitoterapia, faceva corsi di aggiornamento perché ha sempre voluto rinnovare la farmacia. Oltre al lavoro, le piaceva la domenica andare a camminare con un gruppo di amiche, facevano il giro del lago di Endine a piedi, amava stare nella natura. Aveva imparato a suonare il piano ma aveva smesso perché troppo impegnativo. Aveva il mercoledì pomeriggio libero e lo dedicava ai suoi nipotini». La Polizia ha avvisato dell’incidente la sorella di Antonella, Giusy, domenica pomeriggio. «Una notizia che ci ha gettato nello sconforto. Antonella non c’è più». Sui social gli amici hanno postato una foto di gruppo di sabato al mare, a Pineto: tutti sorridenti al tavolo del ristorante sulla spiaggia, poi ancora tra gli ombrelloni. Tantissimi i messaggi di cordoglio arrivati ieri e le visite alla famiglia.

Sui social gli amici hanno postato una foto di gruppo di sabato al mare, a Pineto: tutti sorridenti al tavolo del ristorante sulla spiaggia, poi ancora tra gli ombrelloni. Tantissimi i messaggi di cordoglio arrivati ieri e le visite alla famiglia

«Era una persona molto comunicativa, gentile e accogliente» sottolinea don Angelo Mazzola, oggi collaboratore pastorale ad Albano Sant’Alessandro e per 12 anni parroco a Pedrengo, che ricorda con affetto la farmacista scomparsa nel viaggio di rientro dal mare. Nel suo ricordo c’è innanzitutto la famiglia, a partire dalla mamma e dai due figli. Un legame familiare al quale si aggiunge quello con la sorella Giusy, infermiera e impegnata anch’essa nella farmacia. «Aveva organizzato il 50esimo anniversario della farmacia, ci aveva tenuto molto», aggiunge don Angelo. Cinquant’anni dietro il bancone hanno contribuito a renderla un volto familiare per generazioni di pedrenghesi, una presenza quotidiana nella vita del paese. Un ricordo che si lega quindi non soltanto alla professione, ma soprattutto ai rapporti umani costruiti nel corso degli anni. «Era una persona che sapeva comunicare, aveva un rapporto molto cordiale con le persone», ricorda ancora don Angelo, che sottolinea il legame con le iniziative della comunità, come le borse di studio per i giovani. Un modo per inserirsi nella vita di una comunità nella quale la farmacista è stata, per mezzo secolo, una presenza significativa.

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