Bergamo, Scuola popolare antimafia: al via le iscrizioni

LA SCUOLA. Le iscrizioni si chiudono il 9 ottobre. Tra i relatori «Libera», con il giornalista Luca Bonzanni che coordina l’Osservatorio sulle mafie: «Cresciuta la sensibilità sul tema».

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Bergamo

«La mafia teme la scuola più della giustizia, l’istruzione toglie l’erba sotto i piedi della cultura mafiosa». Le parole di Antonino Caponnetto, noto magistrato antimafia, racchiudono l’intuizione fondativa da cui nasce la Scuola popolare antimafia , iniziativa frutto della collaborazione tra la Cooperativa K-Pax onlus, attiva da anni sul territorio bresciano, e Cross, l’osservatorio di ricerca dell’Università degli Studi di Milano dedicato alla criminalità organizzata.

Negli anni la Scuola ha raggiunto diversi territori: oltre a Bergamo, si svolge infatti anche a Varese, Crema e Brescia e ha coinvolto numerosi enti locali, con l’obiettivo di diffondere conoscenze sul fenomeno delle organizzazioni mafiose.

Le lezioni si svolgeranno tra la metà di ottobre e la fine di novembre presso l’Università degli Studi di Bergamo; le iscrizioni chiudono il 9 ottobre. Tra i relatori ci sarà anche Libera, che ripercorrerà la storia delle mafie in Bergamasca per declinare concretamente il fenomeno su scala locale.

Il fenomeno sul territorio

L’intervento sarà condotto dal giornalista Luca Bonzanni, coordinatore dell’Osservatorio sulle mafie di Bergamo, che ricostruirà le inchieste su corruzione, estorsione e usura che raccontano l’evoluzione del fenomeno sul territorio. «Negli ultimi anni Bergamo ha assunto un ruolo rilevante nelle dinamiche del narcotraffico, come testimonia il consistente aumento dei sequestri di sostanze stupefacenti da parte delle forze dell’ordine», spiega Bonzanni. «Parallelamente, però, è cresciuta in modo significativo anche la sensibilità sul tema, sia da parte dei cittadini sia delle istituzioni».

Il lavoro di Libera contribuisce a trasformare la conoscenza delle mafie in consapevolezza e impegno, ma resta fondamentale mantenere alta l’attenzione: la Scuola popolare antimafia rappresenta così un’iniezione di anticorpi civici.

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