Camerieri in giallo, formidabili investigatori

TENDENZE. Governanti, cameriere, portinaie: non c’è nessuno che riesca a entrare meglio nel cuore di segreti, delitti e misteri di chi rifà i letti, pulisce le scale, apre i portoni.

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Chi si occupa delle faccende di casa vede tutto e non è visto da nessuno, e questa invisibilità diventa un formidabile strumento investigativo. E un grande motore narrativo per un giallo.
Accade per esempio nella serie dell’autrice canadese Nita Prose che ha come protagonista la governante Molly Gray, con oltre due milioni di copie vendute nel mondo.

Nel nuovo capitolo «Il segreto della cameriera» (La Nave di Teseo) conferma la scrittura vivace e convincente già mostrata nei precedenti episodi della saga. Al Regency Hotel, nel pieno delle riprese di un reality sulla caccia ai tesori, Molly scopre che un oggetto di famiglia ha un valore inestimabile, sta per metterlo all’asta, ma sul più bello sparisce. Con esso riaffiora un segreto custodito dalla nonna, che rende le indagini ancora più intriganti.

Sulla stessa linea, ambientato a Parigi, nel cuore di Montmartre, «La portinaia del 17» (Fazi) di Emma Cortesi. L’ingresso di un residence diventa un osservatorio privilegiato, dal quale l’anziana Berthe veglia sulla vita dei condomini, finché la morte di uno di loro la spinge a trasformarsi in detective. Un giallo delicato, ironico, in cui la vecchiaia più che un limite diventa una risorsa per le indagini.

Infine in «Un tranquillo delitto in campagna» (Astoria), primo di una lunga serie di T. E. Kinsey, Lady Hardcastle e la cameriera Florence Armstrong indagano insieme: due donne, con sguardi complementari, e un’ironia che smonta i pregiudizi di classe. Racconti coinvolgenti, fra giallo e commedia, capaci di far sentire i lettori «a casa».

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