Choi e le memorie perdute su una spiaggia all’alba

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Già vincitrice del National Book Award nel 2019 con il romanzo «Esercizi di fiducia» portato in Italia da Sur nel 2021 (traduzione di Isabella Zani), Susan Choi torna dai lettori italiani con un romanzo «Flashlight. Una torcia nella notte» (Mondadori, traduzione di Stefano Bortolussi), finalista al Booker Prize 2025 e nuovamente candidato al National Book Award, avvincente e commovente. Di padre coreano, Susan Choi è una delle più importanti scrittrici americane e rappresenta un riferimento letterario di quella che è la diaspora coreana, di cui «Flashlight» è il punto più alto. Il romanzo si apre con una scena notturna, una bambina, Louisa cammina su una spiaggia insieme al padre. Il padre, che non sa nuotare, porta con sé una torcia. All’alba la bambina viene ritrovata priva di coscienza a riva, del padre non si sa più nulla.

Con questa immagine difficilmente dimenticabile si apre un romanzo sulla memoria e sulle radici, in particolare quando queste vengono recise nel tentativo di offrire una vita nuova a se stessi e ai propri figli. Una rimozione che però sembra sia stata fatale al padre di Louisa, vittima di qualcosa che si fatica a riconoscere anche solo nei contorni. Attorno a questo fatto tragico prendono così forma le storie del padre e della madre: lui che ha tagliato i ponti con la famiglia e lei che dalla sua famiglia è stata ripudiata per quello che è stato considerato un ferale errore di gioventù.

Sullo sfondo si alternano dinamiche geopolitiche: le tensioni tra Stati Uniti e Corea del Nord, tra le due Coree e nuovamente gli intrecci con il Giappone, ma l’impianto del romanzo resta fortemente intimistico offrendo le sue pagine migliori nelle relazioni tra genitori e figli.

I vari capitoli affrontano la storia offrendo il punto di vista dei personaggi, un intreccio che affiora piano piano con il suo carico emotivo e con la dolcezza di pagine che hanno l’ambizione - perfettamente conquistata - di contenere analisi, ma anche molte emozioni. Una scrittura che si staglia nell’orizzonte storico restando sempre all’altezza degli umani, di un padre e di una madre, ma soprattutto di una figlia che si ritrova spersa a dare forma al proprio presente cercando di ricostruire una memoria di fatti che non ha vissuto ma che innegabilmente ora le appartengono.

Susan Choi costruisce un romanzo a incastro appassionante e difficile da dimenticare, denso e felice su quel tempo confuso che sta tra i pensieri dei genitori e le richieste d’amore dei figli.

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