Nelle lettere d’amore le parole che parlano al cuore

TENDENZE. Scrivere una lettera d’amore: è un gesto antico eppure rivoluzionario, che continua a parlare al cuore.

In un tempo dominato dai messaggi istantanei, la parola meditata, scelta e scritta diventa un atto di resistenza e di cura di una relazione d’amore o d’amicizia. È il filo conduttore di tre libri uniti dal desiderio di restituire profondità e verità al linguaggio dell’emozione. Nel sorprendente «Scrivere lettere d’amore prima di dimenticare come si fa» (Neri Pozza), l’autrice britannica Eley Williams costruisce quattordici racconti che sono miniature linguistiche, esercizi di tenerezza e ironia. I personaggi, colti nel momento in cui tutto vacilla - la memoria, la parola, l’amore - cercano di esprimere l’indicibile. Williams sperimenta con la lingua, la piega, la smonta, la rende fragile e luminosa come il sentimento che tenta di catturare. Ne scaturisce una scrittura viva, elegiaca e spiazzante, che si muove tra divertimento e malinconia.

Sulle stesse tracce di un legame che si racconta per maturare, crescere e sbocciare, «Stanotte voglio scriverti una lettera d’amore» (Donzelli), curato da Ángeles Caso, raccoglie le voci di sedici scrittrici - da Charlotte Brontë a Simone de Beauvoir - che fanno delle loro missive un laboratorio interiore. Caso accompagna ogni corrispondenza con brevi ritratti che compongono un viaggio nel sentimento declinato al femminile attraverso i secoli.

Infine «Lettere d’amore» (Sassi), albo di Gioia Alfonsi, con le illustrazioni di Arianna Cicciò, ricorda con delicatezza che anche i più piccoli possono imparare l’arte della parola che accarezza: perché scrivere lettere da offrire come un dono, in fondo, è ancora il modo più prezioso per parlare d’amore.

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