Aggredisce coppia con la fiocina a Carvico, nessuna spiegazione al giudice
L’INTERROGATORIO. Mercoledì il 59enne di Terno si è avvalso della facoltà di non rispondere. Un figlio della coppia: «Non conosciamo i motivi, ma mio padre sta bene».
Lettura 2 min.Non ha fornito alcuna motivazione del proprio gesto il 59enne di Terno d’Isola che, nel primo pomeriggio di lunedì, ha sparato con un fucile subacqueo contro un pensionato di 60 anni che si trovava con la moglie all’esterno del supermercato Iperal di Carvico. L’uomo, accusato di tentato omicidio, si trova in carcere in stato di fermo di indiziato di delitto a fronte dei gravi indizi a suo carico: mercoledì mattina, di fronte alla gip Lucia Graziosi, si è avvalso della facoltà di non rispondere.
Fermo ancora non convalidato
È probabile che sia questione di ore, ma a mercoledì sera la giudice per le indagini preliminari non aveva sciolto la riserva in merito alla convalida del fermo e alla misura cautelare. Durante l’interrogatorio in carcere, alla presenza del difensore nominato d’ufficio, il 59enne non avrebbe fornito spiegazioni o accennato a dettagli che possano essere ricondotti a uno specifico movente. Ma stando alla ricostruzione dei fatti e alle prime ipotesi, sembra che alla base della violenta aggressione con la fiocina ci possano essere precedenti questioni lavorative. Non tanto con il 60enne ferito, residente a Montevecchia, nel Lecchese, che non avrebbe mai visto. Ma con la moglie, dirigente della Carvico Spa , azienda tessile nella quale – è emerso – fino a un paio di anni fa aveva lavorato anche il 59enne che, invece, mercoledì si sarebbe limitato a parlare del proprio stato di salute.
L’ipotesi del movente
La perdita del lavoro – al momento non è dato sapere se il rapporto con l’azienda si sia chiuso per licenziamento o meno, e in base a quali circostanze – potrebbe quindi essere uno dei tasselli utili a ricostruire con più precisione non tanto la dinamica dell’accaduto, cui hanno assistito alcuni testimoni e che è stato ripreso dalle telecamere di sorveglianza, quanto piuttosto le ragioni che hanno portato il 59enne dell’Isola, attualmente disoccupato, a compiere un tale gesto. Preparato? Studiato? Anche questo aspetto andrà chiarito dagli inquirenti, pure a fronte del fatto che nell’abitazione del 59enne, perquisita dai carabinieri, sono stati sequestrati undici coltelli di diverse dimensioni, un machete, un’ascia e un fucile da sub compatibile con quello utilizzato lunedì pomeriggio.
L’uomo, infatti, intorno alle 13.45 è arrivato nel parcheggio del supermercato di Carvico con la sua Fiat Punto. Si è avvicinato alla coppia di Lecchesi, ha abbassato il finestrino e ha scoccato la fiocina da una decina di metri di distanza. Chi dei due voleva colpire? L’ipotesi del movente legato alla perdita del lavoro potrebbe far pensare alla moglie del 60enne, che invece è rimasto infilzato a un fianco mentre l’aggressione si allontanava.
«I motivi non li conosciamo, ci sono di mezzo i carabinieri – ha detto mercoledì, raggiunto a Montevecchia, uno dei due figli della coppia –. Mia madre ha parlato per due ore con i carabinieri l’altro giorno, ma non ha ancora visto di persona l’uomo che ha sparato. Non abbiamo conferma che lavorasse per la stessa azienda per cui lavora lei». Rassicurano, invece, le condizioni di salute del padre: «Sta bene – conferma il figlio –. La fiocina è penetrata abbastanza in profondità, ma non ha toccato punti vitali. Dopo l’operazione, deve restare sotto controllo. Sta bene, ma non sappiamo quando potrà tornare a casa».
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