Aggressione con fiocina a Carvico, forse una vendetta per motivi di lavoro

IL FATTO. In carcere il 59enne di Terno d’Isola che lunedì 25 maggio ha aggredito con un fucile da sub due coniugi: era collega della moglie. In casa una collezione di armi da taglio.

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Un moto di vendetta, forse covata per un paio d’anni, da quando si è trovato disoccupato? C’è anche quella legata a questioni lavorative pregresse tra le ipotesi sulle ragioni che, l’altro pomeriggio all’esterno del supermercato Iperal di Carvico, hanno spinto un 59enne di Terno d’Isola ad aggredire una coppia di coniugi lecchesi con una fiocina sparata da un fucile subacqueo.

L’uomo lavorava con la moglie

Nessun cecchino pronto a prendersela con il primo che passava, quindi, come invece si era pensato subito dopo l’accaduto, quando tra residenti e attività commerciali si era diffuso un generale senso di inquietudine. L’uomo, infatti, conosceva la moglie del ferito, un pensionato di 60 anni residente a Montevecchia, nel Lecchese. Da quanto è emerso, aveva lavorato nella stessa azienda tessile, la Carvico Spa, all’interno della quale la donna ricopre ruoli apicali. Da un paio di anni, però, risulta disoccupato: è stato licenziato? Per quale motivo ha perso il posto di lavoro? Riteneva responsabile la donna? Domande che per ora restano ancora aperte.

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L’aggressore non ha spiegato il gesto

Avrebbe riferito di non ricordare cosa avesse fatto e i carabinieri lo hanno trovato in stato confusionale

Nel momento in cui è stato rintracciato e fermato a Sarnico, nella tarda serata di martedì 26 maggio , il 59enne – disoccupato e con alcuni precedenti per reati minori, e comunque non per aggressione – non ha spiegato cosa lo abbia spinto a un tale gesto. Anzi, avrebbe riferito di non ricordare cosa avesse fatto e i carabinieri lo hanno trovato in stato confusionale. Questa mattina l’avvocato Marco Sighinolfi, nominato suo legale d’ufficio, lo incontrerà in carcere a Bergamo prima dell’interrogatorio di convalida del giudice per le indagini preliminari Lucia Graziosi, chiamata a decidere sulla convalida del fermo di indiziato di delitto per tentato omicidio.

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Il 59enne di Terno, allo stato delle indagini, coordinate dalla pm Giulia Angeleri, risulta «gravemente indiziato» di essere il responsabile della violenta aggressione avvenuta nel parcheggio del supermercato di Carvico. Tramite le testimonianze e le riprese delle telecamere i militari dell’Aliquota operativa della Compagnia di Zogno, con il supporto dei colleghi della Stazione di Calusco d’Adda, sono riusciti a ricostruire la dinamica dell’accaduto e a rintracciare la Fiat Punto con cui il 59enne si era allontanato subito dopo aver scoccato la fiocina. Non è ancora chiaro chi dei due coniugi volesse colpire, se il 60enne effettivamente rimasto infilzato al fianco destro o la moglie. Sta di fatto che, dopo essersi avvicinato in auto alla coppia, ha rallentato e abbassato il finestrino. La moglie, nel vederlo, avrebbe chiesto al marito: «Lo conosci?». Ma proprio in quel momento il 59enne, che si trovava a una decina di metri di distanza, ha fatto partire il dardo.

Il ferito in ospedale

Il 60enne, subito soccorso da una cliente del supermercato, medico, che gli ha tamponato la ferita in attesa dei soccorsi, è stato operato al Papa Giovanni XXIII di Bergamo, dove non risulta in pericolo di vita. Nel frattempo i carabinieri hanno avviato le indagini e le ricerche, individuando il 59enne a Sarnico intorno alle 21,30. Una volta rintracciato, l’uomo non ha opposto resistenza ed è stato portato in caserma a Zogno per le operazioni di rito. L’uomo è in attesa della convalida del fermo.

Armi in casa: anche un machete

La sua abitazione di Terno d’Isola, dove sembra si fosse trasferito dopo aver vissuto in un Comune limitrofo e dove abitava da solo, è stata sottoposta a una meticolosa perquisizione: i militari hanno trovato undici coltelli di varie dimensioni, un machete, un’ascia e un fucile subacqueo, ritenuto compatibile con quello utilizzato nel corso dell’aggressione. Alcune delle armi da taglio erano nascoste sotto i mobili e l’intero arsenale – nei confronti del 59enne scatterà anche una denuncia per detenzione di armi – è stato posto sotto sequestro. Lo stesso vale per la Fiat Punto che aveva utilizzato per raggiungere il parcheggio del supermercato.

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