Aggressione con la fiocina a Carvico, l’uomo resta in carcere: «È molto pericoloso»
LE INDAGINI. Convalidato l’arresto per tentato omicidio. L’indagato ritenuto «incapace di gestire gli impulsi». Non si esclude la possibilità di una perizia psichiatrica.
Lettura 1 min.È stato convalidato il fermo del 59enne residente a Terno d’Isola che lunedì, a Carvico, ha sparato con un fucile da sub verso un 60enne , colpendolo a un fianco. L’uomo, come disposto dal gip in seguito all’udienza di convalida, resterà in carcere.
Le accuse nei suoi confronti
Accusato di tentato omicidio, davanti al giudice l’indagato si è avvalso della facoltà di non rispondere. Ma ha reso delle dichiarazioni spontanee, sebbene confuse, da cui sarebbero emerse difficoltà personali (la difesa potrebbe chiedere, in incidente probatorio, accertamenti psichiatrici). Posta la necessità di accertare la sussistenza di patologie psichiatriche, secondo il giudice per le indagini preliminari sussiste non solo il pericolo di fuga, ma anche di reiterazione del reato. Alla luce del fatto, si evince «elevata pericolosità» dell’indagato, ritenuto «incapace di gestire i relativi impulsi».
La dinamica e il movente
Come ricostruito nell’ordinanza di convalida del fermo, il 59enne lunedì ha sparato una fiocina di oltre 61 centimetri con un fucile subacqueo, colpendo al fianco un 60enne. La vittima si trovava con la moglie all’esterno del supermercato. Se i due uomini pare non si conoscessero, l’aggressore avrebbe invece conosciuto per motivi di lavoro la moglie del 60enne. A quanto pare, lavoravano nella stessa azienda, dove la donna era dirigente. L’indagato sarebbe stato licenziato circa un paio di anni fa, e per due anni avrebbe potuto beneficiare della Naspi. Un periodo di tempo che si sarebbe quindi concluso (o comunque si stava concludendo) presto.
Le indagini per arrivare all’aggressore
Se questo sia legato al suo gesto è comunque tutto da accertare. Di certo, per individuare il presunto responsabile, i carabinieri hanno messo in atto una mirata attività di indagine. I testimoni hanno descritto la persona che ha sparato la fiocina, e i carabinieri hanno visionato le telecamere individuando l’auto e la relativa targa (il mezzo è intestato all’indagato). Grazie agli impianti di lettura targhe, l’auto è stata «virtualmente» seguita ad Ambivere, Dalmine e infine Sarnico, dove poi l’uomo è stato raggiunto dai militari. Dalla perquisizione sul veicolo, è emerso che nell’abitacolo c’erano due coltelli con lame lunghe sette e dieci centimetri.
L’accusato non ha risposto al giudice
I controlli in casa hanno permesso di accertare la presenza di altre armi: complessivamente, sono stati sequestrati 11 coltelli, e in due sacchi neri (in cucina, dietro un battiscopa) sono stati trovati un machete e un fucile subacqueo. Davanti ai militari, spontaneamente, l’uomo avrebbe affermato di non ricordare cosa avesse fatto. Parlando in modo confuso, come confuse sono state le sue dichiarazioni davanti al gip. Fermo convalidato con la misura cautelare della custodia in carcere, l’uomo potrebbe essere sottoposto ad accertamenti per verificare se sussistano eventuali patologie.
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