Allarme gas esilarante, Carvico dice basta: stop vendita ai minori
IL CASO. Da gennaio recuperate un centinaio di bombolette tra parchi e luoghi di ritrovo dei giovani. «Casi sottovalutati, crea pericolosi stati di alterazione».
Lettura 2 min.Carvico
Un centinaio di bombolette recuperate da inizio anno: accatastate nei parchi, nascoste sotto le siepi o abbandonate nei luoghi di ritrovo dei giovani. A Carvico il consumo di protossido d’azoto, il cosiddetto «gas esilarante», comparso sul territorio nell’estate dello scorso anno, sta assumendo contorni tali da aver spinto il sindaco Sergio Locatelli a emanare un’ordinanza, valida solo sul territorio comunale fino al 31 dicembre.
Un provvedimento che introduce il divieto di detenzione e utilizzo del protossido d’azoto, salvo un giustificato motivo, ad esempio medico o alimentare, e ne vieta la vendita e l’acquisto ai minori. Chi viola l’ordinanza rischia una sanzione amministrativa da 25 a 500 euro. «Allo stato attuale queste bombolette di gas esilarante non sono considerate droghe. Vengono commercializzate legalmente per altri utilizzi e possono essere acquistate da chiunque – spiega Marco Murareto, comandante del Corpo intercomunale di polizia locale Monte Canto, che comprende Carvico, Sotto il Monte e Villa d’Adda –. C’è un vuoto normativo che limita le possibilità d’intervento, sebbene le conseguenze legate al suo utilizzo in alcuni casi possano essere anche gravi».
Un provvedimento che introduce il divieto di detenzione e utilizzo del protossido d’azoto, salvo un giustificato motivo, ad esempio medico o alimentare, e ne vieta la vendita e l’acquisto ai minori
Da gennaio a oggi a Carvico ne sono già state recuperate un centinaio, soprattutto nei parchi e nei punti di aggregazione e il Comune sta monitorando il fenomeno da tempo, attraverso la polizia locale, ma anche i carabinieri di Calusco d’Adda. L’utilizzo sarebbe legato principalmente a un gruppo di ragazzini tra i 16 e i 20 anni, anche dei paesi limitrofi. Il ritrovamento riguarda però principalmente il Parco Serraglio e sempre più segnalazioni stanno arrivando anche dalla cittadinanza.
«È un fenomeno sottovalutato – sottolinea il sindaco Locatelli – e si accompagna al degrado del territorio, con bombolette e palloncini abbandonati, e a un atteggiamento di alterazione che crea allarme sociale e limita la fruibilità degli spazi pubblici». Centrale, per il sindaco, il coinvolgimento delle famiglie: «Certi metodi repressivi non funzionano più. Le famiglie devono informarsi per poter eventualmente intervenire». Proprio per questo, all’ordinanza si affianca una campagna informativa. Non solo. Il comando di polizia locale ha trasmesso gli atti a Prefettura e Questura per capire se sia possibile coordinare un intervento a livello provinciale. Diversamente, già nei prossimi giorni ordinanze analoghe verranno adottate anche a Villa d’Adda e Sotto il Monte, per ora meno interessate dal fenomeno che, comunque, riguarda un po’ tutta l’Isola Bergamasca.
Proprio nei giorni scorsi anche il sindaco di Bonate Sotto, Carlo Previtali, aveva interpellato gli altri amministratori per un confronto. «Il consumo riguarda giovani e adulti, italiani e stranieri e purtroppo manca la consapevolezza del rischio – interviene Previtali –. L’idea è di trovarci a fine estate per capire come affrontare insieme il problema e individuare una linea comune».
Carvico e l’Isola, ma non solo. Il gas esilarante, infatti, è comparso anche nell’inchiesta dei carabinieri di Crema sullo spaccio tra Bergamasca e Cremasco, che ha coinvolto tre bergamaschi finiti agli arresti. Secondo gli investigatori, infatti, il gruppo aveva introdotto sul mercato cremasco anche ingenti quantitativi di bombolette di protossido d’azoto.
© RIPRODUZIONE RISERVATA