(Foto di Colleoni)
LA TESTIMONIANZA. La proprietaria Daniela Meticci: «Non mi sento più al sicuro in casa mia. Ogni rumore è diventato un incubo».
Lettura 1 min.Erano circa le 23.30 della notte tra martedì 7 luglio e mercoledì 8 luglio quando due rapinatori, completamente vestiti di nero, con il volto coperto e i guanti, si sono introdotti in una villetta di Brembate Sopra dove vivono Daniela Meticci, 62 anni, il compagno di 72 anni e il figlio. I malviventi sono entrati dalla finestra della taverna dopo aver troncato alla base tre sbarre dell’inferriata e infranto un vetro, ricavando un varco sufficiente per accedere all’abitazione.
Dopo aver attraversato la taverna senza fare rumore, hanno raggiunto il piano superiore, dirigendosi verso la camera del figlio. Alcuni rumori hanno però insospettito la famiglia. «Ho chiamato mio figlio pensando fosse rientrato, ma mi ha risposto che era ancora fuori. A quel punto ho capito che in casa c’era qualcuno», racconta Daniela Meticci.
Il compagno della donna ha quindi preso la pistola, regolarmente detenuta per uso sportivo, ed è uscito in giardino esplodendo due colpi in aria. I rapinatori, rimasti senza vie di fuga, hanno iniziato a lanciare dalle scale sedie, quadri e altri oggetti per aprirsi un passaggio, riuscendo infine a scappare e a raggiungere un terzo complice che li attendeva a bordo di un’auto scura. Il bottino è limitato a due sacche appartenenti al figlio e a pochi altri effetti personali.
Restano invece i danni provocati all’abitazione e soprattutto la paura. «Non riesco più a sentirmi sicura in casa mia. La prima notte non ho dormito e ogni rumore mi spaventa», confida la sessantaduenne. La donna ammette che l’episodio ha cambiato profondamente la sua percezione della casa: «Adesso ho paura perfino ad aprire una finestra la sera». Sul posto sono intervenuti i carabinieri, allertati dai vicini che avevano sentito gli spari. Sono in corso le indagini per risalire ai responsabili della rapina. L’intervista completa su L’Eco di Bergamo di venerdì 10 luglio di Katiuscia Manenti.
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