I Comuni sfrattano i Vigili del fuoco, a rischio il distaccamento dell’Isola

IL CASO. I volontari devono lasciare i locali di Madone, messi in vendita dalle otto amministrazioni. Ancora in alto mare le alternative. Il comandante: il servizio sarà garantito, ma tempi più lunghi.

L’Isola rischia di perdere il suo distaccamento dei Vigili del fuoco. Sfrattati dal comando di Madone, non è stata trovata alcuna alternativa e ora si fa concreto il rischio che l’associazione di Vigili del fuoco volontari debba chiudere. Da Madone nessun commento, ma lo scorso giugno al distaccamento era stato comunicato di lasciare entro il 30 novembre i locali, messi in vendita dagli otto Comuni proprietari: Bonate Sotto, Brembate Sopra, Chignolo d’Isola, Madone, Mapello, Medolago, Presezzo e Sotto il Monte. Gli stessi che in quell’area avevano costituito il Consorzio di polizia locale dell’Isola, sciolto nel 2013, ma con tanto di mutuo da estinguere. All’appello mancano ancora 600.000 euro che le amministrazioni stanno coprendo con le multe notificate all’epoca e di cui negli anni hanno preteso la riscossione.

Ma non basta e hanno messo in vendita i locali del Consorzio, uffici e capannone, per il quale, a un costo di 300.000 euro, si sarebbe già trovato un acquirente, con la trattativa da chiudere a breve e i Vigili del fuoco che devono andarsene: «Non è una novità – dichiara il presidente dell’Ambito Isola bergamasca e sindaco di Sotto il Monte, Denni Chiappa –. I Vigili del fuoco conoscono la situazione da anni. Avrebbero dovuto cercare un’alternativa. Non possiamo farcene carico noi. Finora sono rimasti in comodato d’uso e fino al 2020 le loro spese sono state a carico dei soli otto Comuni dell’ex Consorzio». Da quel momento, invece, per pagare le bollette, circa 900 euro mensili, i volontari del distaccamento si sarebbero autotassati, versando ognuno di tasca propria circa 300 euro l’anno. Su questo, però, l’accordo sembra essere già stato trovato e tutti i Comuni dell’Isola sembrano disponibili a versare 20 centesimi annui ad abitante per sostenere le spese ordinarie. Sempre che si riesca a salvare l’associazione. E al momento le possibilità di riuscirci sono ridotte all’osso. In realtà, 4 anni fa per il distaccamento il Comune di Filago aveva inserito nel proprio Pgt un’area di 4.000 metri quadrati, ceduta a titolo gratuito dalla «Covestro», che si era resa anche disponibile a coprire i costi di progettazione della nuova struttura. «All’epoca – spiega il sindaco di Filago, Daniele Medici – c’era la possibilità di coprire i costi dell’intervento con dei finanziamenti regionali, ma poi si è fatta largo l’ipotesi di spostare il distaccamento in un’altra area, a Terno d’Isola. È stata un’autorete perdere quell’occasione. È mancato il sostegno di alcuni sindaci». La posizione, decentrata rispetto al territorio, infatti, non avrebbe raccolto il consenso di tutti. E così oggi, con l’urgenza di una nuova sede, ci si trova punto e a capo.

per pagare le bollette, circa 900 euro mensili, i volontari del distaccamento si sarebbero autotassati, versando ognuno di tasca propria circa 300 euro l’anno.

In realtà, i Vigili del fuoco avrebbero individuato una sede alternativa a Presezzo, in un’area dietro l’Iperal che un privato cederebbe a titolo gratuito e avrebbero già contattato alcuni enti sovracomunali per una parziale copertura finanziaria, ma si tratta di cifre importanti e non convincono nemmeno la sua ubicazione e la sua ampiezza, che sarebbe troppo piccola. Per questo la maggior parte dei sindaci avrebbe detto no a ulteriori 20 centesimi annuali ad abitante da versare al distaccamento, permettendogli di siglare un mutuo. «Abbiamo chiesto ulteriori approfondimenti – spiega il sindaco di Bonate Sotto, Carlo Previtali –. Capisco l’urgenza, ma non possiamo correre il rischio di sbagliare. Il problema va risolto in modo corretto. Non è semplice, ma tutti riconosciamo l’importanza dei Vigili del fuoco. E tutti dovremmo accettare che alcuni servizi sovracomunali vanno dislocati sul territorio e non fuori casa».

In questo senso, l’ipotesi di Presezzo avrebbe il consenso di più Comuni rispetto a Filago. Ancora all’oscuro, però, il sindaco direttamente interessato, Paolo Alessio: «Se arriverà una proposta concreta ne discuteremo, ma non possiamo indebitare i Comuni per costruire un nuovo distaccamento. Fermo restando che queste amministrazioni hanno sempre sostenuto l’associazione, anche recentemente con 100.000 euro della vecchia Cib per l’acquisto di un automezzo».

«I tempi di intervento si dilateranno»

Serve tempo, ma tempo non ce n’è. E per l’Isola perdere il proprio distaccamento, di «prima partenza» su 16 Comuni del territorio, comporterebbe il dilatarsi dei tempi d’intervento, in caso di emergenza. «Il soccorso verrà comunque sempre garantito – spiega il comandante provinciale dei Vigili del fuoco, Vincenzo Giordano –. Quelli che si allungano sono i tempi. Dovremmo intervenire noi come sede centrale, oltre che da Zogno, Dalmine o, su alcuni comuni, da Lecco, che può garantire un intervento più tempestivo. I tempi devono essere contenuti entro la mezz’ora, ma è chiaro che in alcune situazioni 10 minuti in più o in meno possono fare la differenza. Per questo sarebbe auspicabile trovare una nuova sede in quel territorio. Noi avevamo dato l’idoneità sia all’area di Filago sia di Terno. Di Presezzo non sappiamo nulla. Noi forniamo mezzi, uomini e addestramento. Poi tocca ai Comuni individuare l’area e, qualora il fabbricato fosse di proprietà comunale, cederlo in comodato d’uso, mentre se fosse di un privato, dovrebbero pagarne loro l’affitto».

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