Orfani del ponte di Brivio: Briantea vuota e locali deserti a Cisano
IL PROBLEMA. In località La Sosta a Cisano non passa più nessuno. Dalla pizzeria all’autolavaggio: «Perdite del 70%».
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C’è chi lamenta perdite del giro di affari dell’70%, chi si dice a rischio chiusura e chi, invece, ha già deciso di gettare la spugna: a fine giugno abbasserà definitivamente la serranda del suo ristorante.
A poco più di due settimane dalla chiusura del ponte di Brivio (risalente al 4 maggio) per lavori di manutenzione straordinaria, gli effetti si fanno già sentire, pesantissimi sulle attività di Cisano affacciate sul tratto della Statale 342 Briantea che, dall’incrocio con la Statale 639, porta al viadotto, in località La Sosta. Questo tratto di strada, infatti, è diventato completamente deserto. L’esatto opposto del tratto successivo che attraversa il centro di Cisano e che è quello da percorrere per raggiungere il ponte Cesare Cantù di Calolziocorte, alternativa al ponte di Brivio. Qui le attività commerciali si sono invece trovate assediate dal traffico .
La diminuzione dei clienti nei locali
«Prima del 4 maggio – sostiene Pietro Ciotta, titolare del bar caffetteria “Delizie di Passione”, a La Sosta – anche di fronte a me si vedeva la colonna di auto. Guardate ora, non passa più quasi nessuno». Ciotta ha aperto la sua attività lo scorso ottobre «e stavo cominciando a farmi conoscere. Ora invece con la chiusura del ponte di Brivio ho perso tutta la fetta di clientela che veniva dalla parte di Lecco.
Tutto ciò significa un calo di almeno il 30% del giro di affari in settimana. Si arriva al 70% il sabato perché non vedo più tutte le persone che prima, passando dal ponte di Brivio, facevano una camminata o pedalata lungo il fiume». «Per noi è un disastro – commenta Paola Castiglione, titolare del bar ristorante pizzeria «Le due rotonde» –. Abbiamo perso il 40% dell’asporto che facevamo proprio con le persone che venivano dall’altra parte del ponte.
Qualcuno viene giusto ancora il venerdì o il sabato ma ci ha detto che, con tutti i chilometri in più che deve fare, non se la sente di venire di più». A «Le due rotonde» vanno a mangiare alcuni degli operai che sono impegnati nel cantiere del ponte di Brivio e da loro la titolare ha avuto una notizia ritenuta molto preoccupante: «Mi hanno detto di scordarci che i lavori dureranno 15 mesi come previsto. Bisogna mettere in conto almeno due/tre mesi in più. Speriamo non sia così altrimenti non so come andrà a finire».
Lo sa già invece Franco Costa, titolare del ristorante pizzeria «La Sicilia» che a fine giugno abbasserà definitivamente la serranda del suo locale dopo solo 8 mesi di attività: «Ci hanno distrutto – sostiene amaramente –. Purtroppo non sapevo che il ponte avrebbe chiuso altrimenti non avrei mai aperto. Quando ero venuto a vedere il posto, osservando il traffico che ci passava davanti mi ero detto: “Un locale in questa posizione come fa a non lavorare?”. Ed invece, ora, mi trovo nella condizione di aver già dato la disdetta del contratto di affitto e a fine giugno chiuderò. La clientela è calata già quando hanno iniziato a fare delle chiusure per predisporre il cantiere. Dopodiché è sparita: da avere il locale pieno il sabato sera sono passato ad avere solo 3 o 4 persone. In queste condizioni si lavora in perdita».
E rischia la chiusura anche il distributore Tamoil gestito dalla società Super Mario: «Le nostre vendite sono crollate di circa il 70% – rivela il titolare –. Ormai riesco solo a coprire il costo dei dipendenti. Se la compagnia petrolifera non ci verrà in qualche modo incontro a fine giugno non ci rimarrà che chiudere». Valuterà il da farsi nei prossimi due mesi Walter Andreotti, titolare dell’ «Autolavaggio Dragon»: «La nostra attività – afferma – punta sul passaggio e dopo che è stato chiuso il ponte è facile immaginare come sia andata: abbiamo perso il 70%della clientela. Adesso vedo come andrà. Se la situazione rimarrà la stessa valuteremo di chiudere il tunnel e lasciare aperto solo il lavaggio automatico per ridurre i consumi di acqua ed elettricità». Andreotti, comunque, non ha intenzione di rimanere con le mani in mano: «Stiamo predisponendo una lettera da inviare alla Regione per chiedere che si interessino della nostra situazione».
L’intervento della sindaca di Cisano
E la stessa cosa ha intenzione di fare la sindaca di Cisano Antonella Sesana: «Fino ad ora – sostiene – ci siamo occupati del problema del traffico. Ora penseremo ai nostri commercianti». Di questa possibilità si era parlato nell’ultima audizione della V commissione regionale. Da allora, però, non c’è stato alcun sviluppo: «Siamo sempre aperti all’ascolto – affermano dall’assessorato Infrastrutture – e, di concerto con gli altri assessorati competenti, ci attiveremo, per quanto possibile, per sanare le problematiche derivanti dalla chiusura del ponte».
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