Ponte di Brivio, pendolari a caccia di percorsi scaccia-code
STOP AL VIADOTTO. Traffico sostenuto ma in calo su «Cantù» e «San Michele». Diversi automobilisti riversatisi fra Capriate e Trezzo. Interrogazione del Pd.
I disagi per la chiusura del ponte di Brivio si allargano. Nel secondo giorno dall’inizio dei lavori su questa infrastruttura, martedì 5 maggio, anche i ponti che collegano Trezzo sull’Adda a Capriate San Gervasio, quello stradale sulla provinciale 184 (con limite di peso di 20 tonnellate) e quello autostradale dell’A4 (senza nessun limite) hanno iniziato a essere utilizzati come alternativa per superare il fiume Adda.
In cerca di soluzioni
Il primo giorno come principali alternative erano state scelte il ponte «Cesare Cantù» a Calolziocorte, come indicato anche dall’Anas; e, poi, il ponte stradale-ferroviario «San Michele» fra Calusco e Paderno. I pesanti disagi riscontrati lunedì 4 maggio su queste direttrici devono però aver spinto molti pendolari che ogni giorno devono attraversare l’Adda a individuare percorsi alterativi. Questa ipotesi è confermata innanzitutto dai numeri del traffico che martedì 5, sia a Cisano che a Calusco, sono leggermente calati. Lunedì 4 i portali del Comune di Cisano sulla statale 639 dei Laghi di Pusiano e Garlate registravano, rispetto alla scorsa settimana, nella fascia mattutina 5-9, un aumento dei passaggi sul suo territorio di 600 veicoli (fra auto e camion) che sono così passati da circa 3.400 a circa 4mila.
Calusco, +33% di veicoli
«Stamattina (martedì 5 maggio per chi legge, ndr), invece – spiega la comandante della polizia locale Chiara Donghi – l’aumento è stato di circa 400 veicoli, quindi in calo». Un calo che non ha impedito, sul tratto di 9 chilometri della 639 che porta da Cisano a Calolziocorte, la formazione di intasamenti e colonne: «È evidente però – continua la comandante – che, dopo i disagi di lunedì 4 maggio, qualcuno ha cercato una via alternativa». Lunedì pesantissimi sono stati i disagi al ponte stradale-ferroviario di Calusco sul quale era convogliato evidentemente molto del traffico che solitamente utilizzava il ponte di Brivio: nella fascia 7-9 risultavano essere passati sul viadotto 8.389 veicoli, quindi il 33% in più rispetto ai 6.281 passati la scorsa settimana. Ciò, a causa soprattutto del fatto che sul «San Michele» si può transitare solo a senso unico alternato (e mai contemporaneamente al passaggio di un treno) si era tradotto in una coda di due chilometri sulla via Marconi che arrivava fino all’intersezione con la provinciale Rivierasca.
«I flussi devono assestarsi»
Anche in questo caso, martedì 5 maggio mattina si è registrato un calo: sempre nella fascia 7-9 sono stati 7.573 i veicoli transitati sul «San Michele» quindi 719 in meno. Ciò, comunque, non ha evitato ancora la formazione di una lunga colonna: «Nessuno poteva prevedere un simile calo – commenta l’assessore ai Lavori pubblici Massimo Cocchi –: per tirare quindi delle conclusioni sui disagi causati dalla chiusura del ponte di Brivio, dovremo aspettare qualche giorno che i flussi di traffico si attestino». Ma dove sono andati, quindi, i veicoli non più passati da Cisano e Calusco? L’ipotesi ritenuta più probabile è che si siano riversati, appunto, sui ponti fra Trezzo e Capriate. Numeri ufficiali a conforto non ce ne sono, ma martedì 5 maggio era evidente la maggiore presenza di veicoli sui viadotti. A cominciare da quello stradale accessibile percorrendo la provinciale 184: sul tratto di questa strada che porta al viadotto martedì 4 maggio mattina, intorno alle 7, si estendeva una lunga coda.
Lo sfogo sui social
E i disagi causati da questo intasamento ha portato diverse persone a sfogarsi sui social: «Mi chiedo – ha scritto un’automobilista sul gruppo Facebook «Sei di Capriate se...» – se per questo Comune è normale che ci si debba impiegare 15 minuti (se non addirittura di più) per poter raggiungere il ponte di Trezzo. La gente normale necessita di raggiungere il posto di lavoro senza sprecare energia. Possibile che per arrivare ad attraversare l’Adda non ci sia una soluzione degna?». E maggiore traffico è stato rilevato anche sul ponte autostradale dell’A4: alcuni automobilisti, infatti, hanno segnalato 200 metri di coda sulla corsia di emergenza per uscire dal casello di Trezzo sull’Adda.
«Presto per le conclusioni»
«Abbiamo appena iniziato a monitorare la situazione – commenta il sindaco di Capriate Cristiano Esposito –, è quindi presto per tirare conclusioni. Se dovessimo rilevare sul nostro territorio un aumento consistente del traffico avvieremo i controlli sulle vie Bergamo, Trieste e Roma che attraversano la frazione di San Gervasio e che, solitamente, sono utilizzate come scorciatoie per raggiungere il ponte stradale».
In Consiglio regionale
La questione ponte di Brivio è stata affrontata anche martedì 5 maggio, in Consiglio regionale, grazie a un’interrogazione presentata dal gruppo del Pd: nel documento viene chiesto all’assessore alle Infrastrutture Claudia Terzi cosa è stato fatto per mitigare i prevedibili disagi derivanti dalla chiusura del viadotto. In merito Terzi ha ricordato il lavoro svolto fino ad ora in specifici tavoli convocati dalle Prefetture di Bergamo e Lecco per concordare le azioni necessarie: «L’individuazione di percorsi alternativi, l’installazione di apposita segnaletica da parte dell’Anas, controlli coordinati delle forze dell’ordine, la riorganizzazione dei trasporti pubblici». In risposta il gruppo del Pd ha messo in risalto alcuni problemi di avvallamenti del manto stradale della statale 639 chiedendo che Anas li sistemi al più presto (lavorando di notte per evitare ulteriori criticità per il traffico): «Siamo convinti – hanno sostenuto i consiglieri Davide Casati e Jacopo Scandella – che una strada sostituiva debba essere nel miglior stato possibile soprattutto nei prossimi 15 mesi».
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