Cronaca / Isola e Valle San Martino
Martedì 27 Gennaio 2026
Ponte di Brivio, primo giorno di divieti. I camion deviati a Calolzio-Olginate
IL CASO. Lunedì 26 gennaio è scattata la chiusura ai mezzi pesanti stabilita da Anas in vista dei lavori al viadotto. Controlli assenti nel Lecchese, è intervenuta la Polizia locale. La sindaca: «Non erano questi i patti».
Cisano Bergamasco
Primo giorno di chiusura ai mezzi pesanti (precisamente ai mezzi sopra le 7,5 tonnellate) del ponte di Brivio, al confine con Cisano, e primi disagi oltre che polemiche. Ieri è scattata infatti l’ordinanza decisa dall’Anas come primo passo di avvicinamento ai lavori di rafforzamento strutturale del viadotto che partiranno ad aprile, al termine delle olimpiadi invernali di Milano-Cortina.
Caos in mattinata
Numerosi camionisti, però, non erano a conoscenza di questo divieto e così si sono diretti ugualmente al ponte, riuscendo in alcuni casi anche a passarci sopra. Soprattutto quelli provenienti da Lecco dove, fino all’incirca alle 11, non c’era nessun controllo. Gli addetti dell’Anas, infatti, si erano posizionati solo sul lato bergamasco a bloccare i mezzi pesanti in arrivo da Cisano. Vedendo che da Brivio continuavano a passare sul viadotto, si sono visti costretti a chiedere aiuto alla polizia locale di Cisano che ha mandato sul posto una pattuglia. A questo punto, gli agenti hanno presidiato l’ingresso al ponte dalla Bergamasca permettendo agli addetti dell’Anas di trasferirsi a presidiare l’ingresso dal Lecchese.
«Non erano questi i patti»
La richiesta di aiuto, però, non è stata ben accolta dalla sindaca di Cisano Antonella Sesana che ha infatti subito contattato l’Anas avanzando delle rimostranze: «Ho fatto loro presente – spiega la prima cittadina – che non erano questi i patti. Le prime riunioni sui problemi viabilistici legati alla prevista chiusura del ponte di Brivio si sono tenute a partire dallo scorso ottobre e già allora era emerso il problema che le forze dell’ordine non avevano abbastanza personale ad effettuare i controlli. Ora si è verificato quanto temevamo, ossia che alla fine l’Anas si è rivolta a noi. Il nostro Comune è stato collaborativo. Peccato però che la nostra polizia locale abbia solo tre uomini e la mattina del 26 gennaio ne abbiamo dovuti mandare due al ponte togliendoli da altri servizi».
I disagi a Cisano
La prima cittadina, quindi, evidenzia come l’intervento previsto al ponte, già nelle sue fasi preliminari, stia creando problemi a Cisano: «Io posso anche chiedere pazienza ai miei cittadini – continua –, il problema è che al termine dei lavori sul ponte di Brivio non avranno nulla in cambio se non una passerella». Il riferimento è alla passerella ciclopedonale in affiancamento al viadotto che l’Anas ha accettato di progettare. Spetterà però poi, agli altri enti, recuperare le risorse necessarie. Sentita in merito a quanto verificatosi ieri, l’Anas si è detta consapevole dei disagi causati al Comune di Cisano: «La collaborazione fra Anas e forze dell’ordine però è prevista dalla legge – affermano dall’azienda nazionale delle strade –. Anche noi non possiamo contare su un personale numeroso: ci sono infatti, mediamente, uno o due addetti ogni 30/50 chilometri di strade».
«Andrà sempre peggio»
Lunedì 26 gennaio la situazione è stata tenuta all’attenzione anche dalla Fai Bergamo (Federazione autotrasportatori italiani) che ha sempre ritenuto esagerata la chiusura, prevista in 15 mesi, del ponte per l’esecuzione dei lavori di sistemazione. Chiusura che per i camion, essendo entrata in vigore lunedì 26 gennaio l’ordinanza dell’Anas, sarà di fatto di 18 mesi. Durante questo periodo i mezzi pesanti dovranno passare sul ponte fra Calolziocorte e Olginate: «Lunedì 26 gennaio – afferma il segretario Doriano Bendotti – ci sono arrivate le prime segnalazioni di disagi che, ci aspettiamo, diventeranno sempre peggio. Continuiamo a essere convinti della necessità che Anas riduca la durata prevista per l’intervento».
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