Scompare nelle acque dell’Adda a Medolago, riprese le ricerche del 28enne

LA TRAGEDIA. Un 28enne residente a Milano era con un amico 27enne, che invece è riuscito a guadare il fiume. «Lui è un esperto nuotatore». Un italiano si è tuffato per aiutarlo, ma poi non è riuscito a riportarlo fino a riva.

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Medolago

Ha cercato insieme a un amico di attraversare l’Adda nuotando dalla sponda di Medolago a quella di Porto d’Adda, frazione di Cornate (Monza Brianza). A pochi metri dalla riva, però, le forze lo hanno abbandonato e nonostante il tentativo di soccorso di un uomo che si è tuffato per aiutarlo, è stato portato via dalla corrente. Il giovane, ecuadoregno di 28 anni residente a Milano,domenica a tarda sera era ancora disperso e lunedì mattina presto, 22 giugno, sono riprese le ricerche con l’impegno dei vigili del fuoco.

Era arrivato insieme a due amici per trascorrere la giornata a Medolago beach, area attrezzata lungo l’Adda che domenica, a anche per il gran caldo, è stata presa d’assalto da moltissime persone. Secondo quanto è stato possibile ricostruire, il ventottenne intorno alle 17.30, nonostante il vigente divieto di balneazione, ha deciso insieme a un suo amico di 27 anni di attraversare a nuoto il fiume passando appunto dalla sponda di Medolago a quella di Porto d’Adda.

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«Abbiamo visto tante persone che lo facevano – racconta l’amico ancora sotto choc per quanto accaduto –, così abbiamo deciso anche noi di attraversare. Il mio amico sa nuotare, lui infatti abita in una parte dell’Ecuador che si affaccia sul mare. Una volta nel fiume, però, io sono riuscito ad arrivare sull’altra sponda. Lui invece, quando mi sono girato, ho visto che era arrivato solo a metà ed era ormai in evidente difficoltà. Non me la sono però sentita di rientrare in acqua per aiutarlo perché ero ormai esausto». Se l’è invece sentita di farlo un italiano che, vedendo l’ecuadoregno in difficoltà, si è tuffato dalla sponda di Porto d’Adda.

Inutili i soccorsi

Secondo quanto riferito da testimoni l’italiano è riuscito a raggiungerlo e a tirarlo verso la riva. Arrivato però a due metri dalla sponda, per mancanza di forze ha dovuto lasciarlo. Poco più a valle di quel punto l’Adda compie una curva alla cui altezza c’era un gruppo di persone in acqua. «Quando l’italiano l’ha lasciato – racconta ancora l’amico l’ecuadoregno – non mi sono preoccupato perché ho visto che, poco più a valle, all’altezza della curva del fiume c’era un gruppo di persone in acqua. Così ho pensato: “Lo prenderanno loro”. Invece purtroppo non è stato così».

L’allarme lanciato dai bagnanti

In tanti hanno assistito alla scena e che, capita la gravità della situazione, hanno dato l’allarme chiamando il 112. La macchina dei soccorsi si è immediatamente messa in moto. In volo si è subito alzato l’elicottero dei vigili del fuoco che, arrivato sopra la Medolago beach, ha iniziato a risalire il fiume per cercare di avvistare di ventottenne. Da terra, invece, sono giunti sul posto sulla sponda di Porto d’Adda i vigili del fuoco di Monza, su quella di Medolago i vigili del fuoco di Bergamo con il Nucleo Saf (Speleo alpino fluviale) e quelli di Dalmine. Le ricerche sono andate avanti fino al calare del sole quindi fino a circa le 21,30. Sono riprese don le prime luci dell’alba.

Continui tuffi nonostante i divieti

Anche dopo che è scattato l’allarme per la persona scomparsa nell’Adda, c’è gente che ha continuato a tuffarsi nel fiume: «A tutti quelli che chiamano per prenotare uno spazio – spiega Gigi Caslini, gestore della Medolago beach – diciamo che è vietato fare il bagno. Nonostante anche la presenza dei cartelli, praticamente ogni anno ci troviamo a che fare con episodi tragici del genere. Dispiace, ma sinceramente non sappiamo più cosa fare».

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