A questa Atalanta mancano i 5 secondi di Alex Zanardi

IL COMMENTO. Nelle ore dell’addio ad Alex Zanardi, l’uomo che ha insegnato a tutti ad andare oltre i propri limiti nello sport e nell’esistenza stessa, l’Atalanta tira malinconicamente i remi in barca, ammaina le vele, si abbandona alla corrente sperando sia sufficiente a farla arrivare in porto per inerzia.

Finale triste per una stagione che a un certo punto sembrava potesse riservare ben altre soddisfazioni. Finale triste non per il settimo posto in sé (niente mugugni, è la nostra dimensione ha detto correttamente Luca Percassi in settimana celebrando la vittoria della Primavera in Coppa Italia), quanto per il modo in cui sta maturando: mancando sempre l’ultimo passo, che si trattasse di risalire sul treno Champions dopo un recupero entusiasmante, come di raggiungere la finale di Coppa Italia dopo aver travolto la Juve. Mancando sempre quei 5 secondi in più in cui devi tener duro quando, diceva Zanardi, ti accorgi di aver dato tutto, ma proprio tutto. Perché è lì che gli altri mollano.

Invece, ad aver mollato sembra proprio l’Atalanta, anche se per la verità in questo grigio epilogo di campionato è in ottima e numerosa compagnia: Napoli, Como, Bologna, Milan, Juventus sembrano essersi ormai svogliatamente accomodati in anticipo sotto l’ombrellone, mentre all’Inter per vincere lo scudetto basta timbrare il cartellino… Squadre logore, livello complessivamente basso, spettacolo sempre più impoverito, infortuni frequenti, Nazionale e club impegnati sulla scena internazionale in un baratro… Forse sarebbe proprio il caso e il momento di ripensare la Serie A, come primo passo per quel rilancio del calcio italiano di cui tutti parlano ma che nessuno dà l’impressione di volere davvero.

Per fortuna una scossa al torpore calcistico la danno ancora loro, i nostri ragazzi terribili: Jannik Sinner e Kimi Antonelli. Due che la lezione di Zanardi, quella dei famosi 5 secondi, l’hanno imparata a fondo e la scaricano sul campo o sull’asfalto ogni volta che impugnano la racchetta o indossano il casco. Almeno loro, domenica 3 maggio, saranno riusciti a strappare ad Alex uno di quei suoi sorrisi sornioni.

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