Sofia, Marten e ora gli azzurri: la festa continua
L’ANALISI. Arriva la Nazionale di calcio – che giovedì 26 marzo si giocherà una fetta importante delle proprie speranze di partecipare ai Mondiali della prossima estate – e Bergamo la accoglie vestita a festa.
Certo, poi c’è modo e modo di festeggiare, in questa prima domenica di primavera. La festa di Sofia Goggia per la conquista della Coppa del mondo di specialità in supergigante (quinta, dopo le quattro in discesa libera) ha il gusto del trionfo: le bastava gestire il vantaggio, accontentarsi di un piazzamento, ha voluto vincere per dare una prova di forza agli altri e soprattutto a se stessa in una stagione non priva di momenti difficili, nella quale ha vinto meno del solito e di quanto lei stessa si aspettasse.
La magia di de Roon
La festa dell’Atalanta e del suo popolo in onore di Marten de Roon, il capitano dei record, è invece la festa della sofferenza. Ha il sorriso stiracchiato del pericolo scampato più che quello gioioso che l’evento avrebbe meritato, ma non bisogna fare gli schizzinosi. La Serie A è un campionato durissimo, sicuramente non bello ma equilibrato e pronto a riservare sorprese ogni giornata. Si è vista l’Inter che pareggia a Firenze, si è vista la Juve fermata dal Sassuolo decimato dalla pertosse. E quante volte (Pisa, Cremonese, Sassuolo, lo stesso Verona) si è vista la stessa Atalanta inciampare contro squadre di bassa classifica? Ecco perché il sofferto 1-0 sul Verona, dopo un secondo tempo passato a guardare nervosamente il cronometro, diventa fondamentale perché permette di riprendere la corsa all’Europa e di affrontare in serenità la sosta.
La Nazionale a Bergamo
Già perché adesso arriva la Nazionale, e si gioca a Bergamo su espressa richiesta del ct Gattuso. Il quale, novello Garibaldi, per essere accompagnato nella sua impresa ha voluto reclutare i bergamaschi. All’Eroe dei due mondi ne bastarono Mille, Ringhio ne ha voluti 23 mila, quelli dell’arena di viale Giulio Cesare, dopo essere rimasto impressionato dall’abbraccio ricevuto a settembre, alla prima da ct sulla panchina azzurra con l’Estonia. Se poi ricambiasse dando spazio a qualcuno degli atalantini convocati, allora la festa sarebbe davvero completa.
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