Al «Papa Giovanni» un nuovo percorso per preservare la fertilità di bambini e giovani
LA NOVITA’. Il progetto riguarda in particolare pazienti candidati a trattamenti gonadotossici, come quelli utilizzati per alcune patologie oncologiche, genetiche, autoimmuni e ginecologiche, tra cui l’endometriosi grave.
Lettura 2 min.Bergamo
È stato presentato venerdì 18 settembre all’ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo il progetto «Il futuro comincia oggi», un nuovo percorso dedicato alla preservazione della fertilità di bambini, adolescenti e giovani adulti sottoposti a terapie che possono compromettere la funzione riproduttiva.
Il progetto riguarda in particolare pazienti candidati a trattamenti gonadotossici, come quelli utilizzati per alcune patologie oncologiche, genetiche, autoimmuni e ginecologiche, tra cui l’endometriosi grave.
Crioconservazione di tessuto ovarico e testicolare
Il nuovo percorso prevede la crioconservazione del tessuto ovarico, oggi considerata una metodica consolidata, e quella del tessuto testicolare per i bambini in età prepubere. Quest’ultima rappresenta una possibilità ancora sperimentale per i pazienti che non hanno ancora sviluppato la produzione di spermatozoi.
L’iniziativa nasce dalla collaborazione tra l’Emato-Oncologia pediatrica e il Centro di Procreazione Medicalmente Assistita, con il coinvolgimento di Pediatria, Chirurgia pediatrica, Ginecologia e Ostetricia e delle professioni sanitarie del Dipartimento materno infantile e pediatrico. «La missione di un grande ospedale è prendersi cura delle persone nella loro interezza, guardando non solo alla guarigione, ma anche alla qualità della vita futura», ha sottolineato il direttore generale dell’Asst Papa Giovanni XXIII Francesco Locati.
«Sostenere questo progetto significa offrire ai bambini e ai ragazzi che affrontano una malattia la possibilità di immaginare il proprio futuro oltre la malattia», ha spiegato Antonio Gabrieli, presidente dell’associazione e padre di Giulia
Il sostegno di conGiulia ETS
Determinante per l’avvio del progetto è stato il sostegno dell’associazione conGiulia ETS, che ha finanziato le principali attrezzature necessarie alla crioconservazione e i materiali di consumo. Tra gli strumenti acquistati figura anche un laser destinato alla dissezione dei tessuti e all’isolamento dei follicoli primordiali e dei tubuli seminiferi, nell’ottica di una loro futura maturazione in vitro. «Sostenere questo progetto significa offrire ai bambini e ai ragazzi che affrontano una malattia la possibilità di immaginare il proprio futuro oltre la malattia», ha spiegato Antonio Gabrieli, presidente dell’associazione e padre di Giulia.
La fertilità dopo le cure oncologiche
I progressi delle terapie hanno aumentato il numero di bambini e giovani adulti che superano una malattia oncologica, ma chemioterapia e radioterapia possono determinare infertilità, menopausa precoce o una riduzione della riserva ovarica. «Oggi il nostro obiettivo non è soltanto curare il tumore, ma accompagnare i bambini verso una vita adulta il più possibile piena», ha osservato Massimo Provenzi, responsabile dell’Emato-Oncologia pediatrica.
Nei pazienti fino a 17 anni il prelievo sarà eseguito dai chirurghi pediatrici dell’ospedale, mentre nelle giovani donne le procedure saranno affidate agli specialisti di Ostetricia e Ginecologia
Il Centro di Procreazione Medicalmente Assistita del Papa Giovanni si occupa di preservazione della fertilità dal 2011 attraverso la crioconservazione degli ovociti. «Ora ampliamo significativamente le possibilità terapeutiche introducendo la crioconservazione del tessuto ovarico e quella del tessuto testicolare», ha spiegato il responsabile Francesco Fusi.
Nei pazienti fino a 17 anni il prelievo sarà eseguito dai chirurghi pediatrici dell’ospedale, mentre nelle giovani donne le procedure saranno affidate agli specialisti di Ostetricia e Ginecologia. Secondo il direttore dell’Ostetricia e Ginecologia Marco Carnelli, dopo il riposizionamento dei frammenti ovarici crioconservati la ripresa dell’attività ovarica si verifica nel 95% dei casi, con una funzione mantenuta mediamente per quattro-cinque anni. «Ad oggi sono nati oltre 500 bambini nel mondo con questa tecnica», ha ricordato.
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