All’ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo un ecografo avanzato donato da tre associazioni

BENEFICENZA. Nepios, Associazione per l’Aiuto al neonato Odv e L’orizzonte di Lorenzo hanno unito le forze. Sarà utilizzato per cura e ricerca.

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Bergamo

All’ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo è stato presentato l’ecografo avanzato donato da Nepios, Associazione per l’Aiuto al neonato Odv e L’orizzonte di Lorenzo, che hanno unito le forze per sostenere la ricerca e la cura dei più piccoli.

Il progetto di ricerca

Lo strumento, del valore di 99mila euro, sarà utilizzato per il progetto di ricerca «Vascolarizzazione cerebrale del neonato cardiopatico congenito», iniziativa scientifica dedicata allo studio del flusso sanguigno nel cervello dei neonati più fragili. Un progetto che, con tecniche di ecografia avanzata, si propone di analizzare le caratteristiche vascolari cerebrali nei neonati affetti da cardiopatia congenita. In particolare, grazie a tecnologie di studio del microcircolo, sarà possibile osservare in modo sempre più accurato la perfusione cerebrale, superando i limiti delle metodiche tradizionali e offrendo nuove prospettive nella comprensione dei meccanismi che influenzano lo sviluppo neurologico.

«Passo concreto grazie alle associazioni»

Simonetta Gerevini, direttore del dipartimento di Diagnostica per immagini e dell’unità di Neuroradiologia, spiega che il progetto nasce «dalla consapevolezza che le cardiopatie congenite non riguardano solo il cuore, ma possono influenzare in modo significativo lo sviluppo cerebrale del neonato fin dai primi giorni di vita. Grazie alle tecniche ecografiche avanzate di microvascolarizzazione, oggi abbiamo la possibilità di studiare il microcircolo cerebrale direttamente al letto del paziente, in modo non invasivo e ripetibile, nei momenti clinicamente più delicati. L’obiettivo è costruire una conoscenza solida su come il cervello di questi bambini risponde alle diverse condizioni cardiache e agli interventi terapeutici, per poterli seguire con strumenti sempre più precisi. La generosità di queste tre associazioni ci permette di compiere un passo concreto in questa direzione».

Nella prima fase, lo studio riguarderà i neonati con cardiopatia congenita ricoverati al «Papa Giovanni», oltre ai piccoli pazienti inviati da altre strutture. Successivamente saranno incluse anche valutazioni ambulatoriali dopo dimissione, al fine di monitorare nel tempo lo sviluppo vascolare cerebrale.

«Per interventi più precoci e mirati»

«I bambini con cardiopatia congenita rappresentano una popolazione particolarmente vulnerabile anche dal punto di vista neurologico – ha aggiunto Francesca Raimondi, direttore dell’unità di Cardiologia 2 - Cardiopatie congenite del bambino e dell’adulto dell’ASST Papa Giovanni XXIII –. Disporre di strumenti che ci aiutino a comprendere meglio la relazione tra cuore e cervello significa poter intervenire in modo più precoce e mirato, migliorando le prospettive di sviluppo e la qualità di vita di questi bambini».

La previsione è di eseguire, ogni anno, almeno 150 esami ecografici, con almeno due valutazioni per ciascun neonato affetto da cardiopatia congenita. La durata del progetto è stimata tra i tre e i quattro anni, per costruire un set di dati robusto e statisticamente rappresentativo.

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