Bronchiolite e bimbi, la campagna vaccini è partita in anticipo

DALLA REGIONE. Meno contagi, meno accessi in Pronto soccorso, meno ospedalizzazioni. È una formula lineare, quella che racchiude i benefici dell’immunizzazione contro il virus respiratorio sinciziale (Vrs o Rsv), principale responsabile delle bronchioliti che colpiscono i neonati.

Lettura 1 min.

Lo dimostrano i dati, ed è per questo che dal 1° settembre Regione Lombardia ha attivato – per il terzo anno consecutivo, stavolta in anticipo di un mese rispetto al solito – la campagna per proteggere i bimbi più piccoli attraverso l’iniezione di uno specifico anticorpo monoclonale.

Le indicazioni

Potranno beneficiarne, previo consenso dei genitori, tutti i bimbi nati dal 1° aprile 2026 (per quelli nati dal 1° settembre la somministrazione potrà avvenire direttamente in ospedale), mentre i nati nei mesi precedenti verranno contattati dal proprio pediatra. Finora i tassi di copertura sono stati elevati: nel 2025 ha ricevuto l’anticorpo più del 90% dei bebè lombardi; il risultato, secondo la Regione, è un «netto calo di accessi al pronto soccorso e di ricoveri, comprese le terapie intensive». «È una scelta di cui siamo orgogliosi e sulla quale voglio essere molto chiaro – spiega Guido Bertolaso, assessore regionale al Welfare –: due anni fa siamo stati la prima Regione in Italia a decidere di somministrare gratuitamente gli anticorpi monoclonali a tutti i neonati».

Nel 2024 ci furono delle frizioni in Giunta, perché Fratelli d’Italia non partecipò al voto sulla prima delibera, mentre a settembre 2025 il centrodestra si divise in Consiglio regionale su una mozione che chiedeva al ministero della Salute di introdurre l’obbligo di immunizzazione per questa malattia (sul documento presentato da Forza Italia, favorevole, si astennero FdI, Lega e Lista Fontana). Nel frattempo, alcune cose sono cambiate. «Grazie alla nostra iniziativa, il ministero della Salute ha stanziato i fondi per realizzare una campagna nazionale – ricorda Bertolaso –. Parliamo di una patologia molto seria: in Lombardia registravamo oltre 3.500 ricoveri, con costi che sfioravano i 15 milioni di euro. Siamo intervenuti in modo deciso e preventivo, nonostante le difficoltà che abbiamo dovuto affrontare, e i risultati ci hanno dato ragione».

© RIPRODUZIONE RISERVATA