Dolore neuropatico. Perché il neurologo fa la differenza
L’INTERVISTA. Sintomi come formicolii, bruciori, scosse elettriche e intorpidimento possono essere la spia di patologie neurologiche.
Formicolii, bruciori, scosse elettriche, intorpidimento sono sensazioni che vengono spesso archiviate come «circolazione», postura sbagliata o un nervo «schiacciato», ma che talvolta possono essere la spia di patologie neurologiche come malattie infiammatorie del sistema nervoso, ischemie cerebrali, intrappolamenti di nervi periferici, compressioni radicolari da ernie discali, polineuropatie. Di fronte ad un problema di questo tipo non è mai consigliabile chiedersi subito «quale esame faccio?», ma è sempre importante partire da un corretto inquadramento clinico, preferibilmente specialistico. Come ci spiega il dottor Raffaello Bonacchi neurologo e neurofisiologo dell’Unità Operativa di Neurologia del Policlinico San Marco e del Centro Diagnostico Treviglio.
Perché è importante non sottovalutare problemi come formicolii e intorpidimenti? E qual è lo specialista di riferimento in questi casi?
«Il neurologo, che con la sua visita ricostruisce la storia del disturbo, il contesto clinico di insorgenza e soprattutto esegue l’esame obiettivo (forza, sensibilità, riflessi, coordinazione, equilibrio etc.). Questo è proprio il passaggio chiave: capire la “sede” del problema, cioè se l’origine è periferica (nervo, radice, plesso) oppure centrale (midollo spinale, encefalo) è fondamentale perché cambia il significato dei sintomi, la scelta degli esami e la tempestività con cui intervenire. Pensiamo ad alcuni quadri frequenti. Un intrappolamento periferico di un nervo come la sindrome del tunnel carpale tende a dare formicolii, dolore e intorpidimento “a territorio” in alcune dita, che di solito peggiorano lentamente nel tempo. Questo problema può essere inquadrato con un esame mirato, l’elettromiografia, spesso senza urgenza. Invece, formicolii e intorpidimento comparsi improvvisamente e maggiormente estesi a livello di mano e avambraccio potrebbero essere il sintomo di una piccola ischemia cerebrale, che va inquadrata con esami completamente diversi (tomografia computerizzata e/o risonanza magnetica dell’encefalo) e in urgenza. Da qui si può ben comprendere come fare esami senza una guida clinica specialistica rischia di essere inutile, ottenendo un referto “nei limiti”, che non risolve il dubbio e fa ripartire il percorso da capo: gli esami devono essere indirizzati al territorio corretto (ad esempio encefalo, rachide, nervi periferici) e a un preciso sospetto diagnostico anche perché gli esami più avanzati – come la risonanza magnetica o l’elettromiografia – hanno tecniche di studio che variano enormemente a seconda del sospetto clinico. Tutte queste informazioni devono venire dalla visita».
Una volta individuata correttamente la causa, quali possono essere le terapie?
«In generale possiamo dire che molte delle cause di formicolii, bruciori, scosse elettriche, intorpidimento sono ormai curabili o trattabili, ma solo se si interviene in tempo perché il danno al tessuto nervoso è spesso irreversibile e potrebbe estendersi in altre zone. Il neurologo interviene sia con farmaci specifici ed eventuali integratori, sia con strategie riabilitative e consigli sullo stile di vita. Se può essere necessario un intervento chirurgico, indirizza ad altri specialisti mirati come il neurochirurgo oppure l’ortopedico. Oppure ancora se la patologia neurologica è a sua volta causata da altre malattie (come il diabete mellito), la visita neurologica e l’iter diagnostico stabilito permettono di scoprirle e quindi di affrontarle».
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