Ecco cosa fare quando il crociato anteriore si lesiona
ORTOPEDIA. Quella del legamento crociato anteriore è una delle lesioni ortopediche più comuni. Eppure ancora oggi molti pazienti arrivano alla visita senza sapere cosa li aspetta, né quanto tempo ci vorrà per tornare a muoversi come prima.
Il legamento crociato anteriore (LCA) è un cordone di tessuto fibroso posto al centro del ginocchio, tra femore e tibia. Stabilizza l’articolazione e controlla i movimenti di rotazione e traslazione antero-posteriore. «Quando si lesiona, il paziente percepisce chiaramente qualcosa che cede all’interno dell’articolazione», spiega il dottor Vincenzo Madonna, responsabile di Ortopedia in Humanitas Castelli.
La lesione avviene in genere a seguito di una rotazione forzata o di una violenta iperestensione del ginocchio. Gli sport più a rischio sono calcio, sci e pallacanestro. Le lesioni sono quasi sempre complete e spesso si accompagnano a danni ai menischi o ad altri legamenti della stessa articolazione.
I sintomi principali sono dolore, gonfiore e difficoltà di movimento. Dolore e gonfiore tendono a risolversi in due settimane con riposo e antinfiammatori, ma l’instabilità permane e non permette di tornare all’attività sportiva. La diagnosi si conferma con test clinici specifici — tra cui il test di Lachman e il test del Pivot-Shift — e dalla risonanza magnetica.
«Un punto va chiarito subito - sottolinea il dottor Madonna - quando il crociato si rompe completamente, non guarisce da solo. Senza intervento chirurgico la lesione resta per tutta la vita. Con un crociato lesionato si può condurre una vita normale, ma non praticare calcio, basket, pallavolo o sci». Una lesione non trattata espone il ginocchio a nuove distorsioni e ad artrosi precoce con il rischio di dover ricorrere alla chirurgia protesica di ginocchio molto prima del normale.
Quando serve un intervento chirurgico
L’intervento chirurgico di ricostruzione del LCA è oggi eseguito in artroscopia, tecnica mini-invasiva che spesso prevede la ricostruzione con i tendini gracile e semitendinoso del paziente stesso. «Se la rottura del LCA non è associata ad altre lesioni, non richiede immobilizzazione post-operatoria né tutori - precisa il dottor Madonna. - Il paziente può muovere il ginocchio già dalle prime ore». La degenza è di un giorno al massimo. L’intervento è indicato soprattutto tra i 15 e i 45 anni; oltre quella soglia si valuta caso per caso.
«Il successo dell’intervento dipende in gran parte dalla riabilitazione», continua il dottor Madonna. Il carico è consentito subito con le stampelle; dopo circa tre settimane il paziente cammina autonomamente. Si torna a correre dopo circa tre mesi, agli sport di squadra dopo almeno sei. Il programma riabilitativo punta al recupero dell’articolarità, al rinforzo muscolare e alla rieducazione al gesto sportivo. «Il rischio maggiore è voler bruciare le tappe - conclude - la ripresa dello sport va sempre autorizzata dal medico di concerto con il riabilitatore, dopo una valutazione clinica e strumentale accurata».
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