Esami e visite, +7% rispetto al pre-Covid. La maratona per recuperare gli arretrati

SANITÀ. Nel 2025, 13,7 milioni di prestazioni. In crescita all’Asst Papa Giovanni: agende differenziate per le urgenze. Asst Bg Est: 14.800 in più, ma difficoltà a reclutare specialisti. Bene l’Asst Bg Ovest: rafforzeremo ancora l’attività.

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È una lunga rincorsa, e tenere il ritmo non è facile. La «maratona» del sistema sanitario bergamasco deve portare ogni giorno a macinare migliaia di visite ed esami per stare al passo delle richieste e delle aspettative dei cittadini. Di fatto, il sistema sembra vicino a una sorta di picco dell’offerta, anche se il mantra è sempre quello di ampliare le agende.

La panoramica dell’Osservatorio epidemiologico regionale – che fa capo alla Direzione Welfare della Regione e ha messo a disposizione una ricca mole di dati in formato «aperto» – permette di cogliere l’evoluzione anche su scala locale. Nel 2019 in provincia di Bergamo erano state erogate in regime di Servizio sanitario regionale – cioè all’interno del finanziamento pubblico, anche attraverso gli enti accreditati privati – oltre 12,8 milioni di prestazioni tra diagnostica (Tac, ecografie, risonanze), visite (quelle specialistiche), laboratorio (dagli esami ematochimici ad altri accertamenti), riabilitazione (trattamenti di fisioterapia, neurologia e altro) e terapia (tra gli esempi, le chemio). Di potenziamento in potenziamento si è giunti a un massimo di 13,9 milioni di prestazioni nel 2024, poi nel 2025 si è scesi a 13,7 milioni: lo scorso anno s’è chiuso al +7% rispetto al pre-Covid, ma con un arretramento dell’1,4% sul 2024.

Nel 2019 in provincia di Bergamo erano state erogate in regime di Servizio sanitario regionale oltre 12,8 milioni di prestazioni tra diagnostica, visite (quelle specialistiche), laboratorio, riabilitazione (trattamenti di fisioterapia, neurologia e altro) e terapia.

A influire sul 2025, e dunque sui confronti, è anche una questione «contabile»: l’introduzione del nuovo «nomenclatore tariffario», ossia lo strumento di codifica delle prestazioni, ha riclassificato molte tipologie di visite ed esami, a volte anche accorpando in un’unica prescrizione più impegnative che prima erano invece spacchettate. Così, la contrazione tra 2024 e 2025 potrebbe essere realisticamente più attenuata: una sorta di pareggio.

Il punto del «pubblico»

Il cuore della programmazione è nel sistema pubblico, che ruota attorno alle Asst. La specialistica ambulatoriale e di laboratorio dell’Asst Papa Giovanni – qui, come di seguito, i dati sono stati forniti da ciascuna azienda – è passata dalle 3.957.271 prestazioni del 2019 alle 4.171.126 del 2024 e infine alle 4.173.495 del 2025 (+0,06% rispetto al 2024 e +5,5% rispetto al 2019), sommando le diverse branche. «L’Asst Papa Giovanni XXIII – si legge in una nota – ha introdotto diversi strumenti organizzativi per contribuire attivamente alla riduzione delle liste d’attesa e garantire percorsi di cura appropriati e tempestivi in base alla situazione clinica, come agende differenziate per urgenza e quesito diagnostico, percorsi di presa in carico e percorsi di garanzia. In ambito chirurgico viene fatto un lavoro costante di revisione delle liste di attesa e di corretta attribuzione delle priorità. Attraverso la Cabina di regia regionale (attivata a febbraio dalla Regione per un recupero mirato su prestazioni strumentali e prime visite con priorità B e D, ndr) al 30 aprile 2026 sono già state erogate 469 prestazioni». E, complessivamente, «da gennaio ad aprile 2026 sono state erogate 1.410.471 prestazioni ambulatoriali in regime di Servizio sanitario regionale, di cui 452 il sabato, 1.921 in fascia tardo-pomeridiana e 1.411 come recupero delle liste di attesa».

L’Asst Papa Giovanni XXIII ha introdotto diversi strumenti organizzativi per contribuire alla riduzione delle liste d’attesa e garantire percorsi di cura appropriati e tempestivi in base alla situazione clinica, come agende differenziate per urgenza e quesito diagnostico, percorsi di presa in carico e percorsi di garanzia.

Per l’Asst Bergamo Est, le cifre parlano di 3.204.354 prestazioni nel 2019, 3.798.270 nel 2024 e 3.711.572 nel 2025 (-2,3% nell’ultimo anno e +15,8% rispetto al 2019) tra diagnostica, laboratorio, riabilitazione, terapia e visite specialistiche. Commentando l’andamento, l’Asst Bergamo Est «conferma il costante impegno» sul tema: «L’Asst sta ottemperando alle richieste puntuali formulate dalla Cabina di regia regionale. Risultano attivi i percorsi di tutela rivolti ai cittadini che non trovano disponibilità di prenotazione oppure la trovano oltre i tempi previsti dalla classe di priorità prescritta. L’azienda ha attivato sedute aggiuntive anche nei pomeriggi e nelle giornate di sabato e domenica, con particolare riferimento alle specialità e alle prestazioni che presentano maggiori criticità nei tempi di attesa, tra cui oculistica, endoscopia digestiva, cardiologia e diagnostica per immagini». «Permangono tuttavia alcune criticità, in particolare nell’area dermatologica, principalmente correlate alla difficoltà di reclutamento di specialisti», riconosce l’azienda, ma «nel 2025 sono stati raggiunti risultati positiv i in termini di recupero delle prestazioni e contenimento dei tempi di attesa, consentendo l’erogazione di circa 14.800 visite/prestazioni aggiuntive», quelle nei pomeriggi e nelle giornate prefestive e festive.

All’Asst Bergamo Ovest le «prestazioni di primo accesso erogate nel 2025 sono state pari a 142.057 a fronte di un volume di 134.786 erogate nel 2024 con un trend positivo del 5,4%.

All’Asst Bergamo Ovest, la traiettoria della specialistica ambulatoriale (qui al netto delle attività di laboratorio) è salita dalle 447.156 prestazioni del 2019 alle 488.248 del 2024 e alle 516.689 del 2025 (+5,9% nell’ultimo anno e +15,6% rispetto al 2019). «Il risultato è stato raggiunto grazie al grande impegno profuso da tutti i professionisti – rimarca l’Asst – e all’applicazione delle azioni previste dal piano d’azione regionale». Restringendo il campo alle prestazioni del «Pngla» (il Piano nazionale di governo delle liste d’attesa, focalizzato sulle voci più critiche), le «prestazioni di primo accesso erogate nel 2025 sono state pari a 142.057 a fronte di un volume di 134.786 erogate nel 2024 con un trend positivo del 5,4%. Inoltre, nel 2025 i tempi sono stati rispettati nell’80% dei casi per le priorità B e nell’89% per le priorità D». Sulla scorta dell’ultima delibera regionale, «sarà ulteriormente rafforzata l’accessibilità alle prestazioni di specialistica ambulatoriale da erogare entro i tempi di attesa previsti».

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