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Giovedì 15 Gennaio 2026
Il freddo e le mani: i rischi che corriamo se non le proteggiamo
ATTENTI AI GELONI. Le temperature rigide registrate in queste settimane sono percepite anche dal nostro corpo e, in particolare, le mani sono tra le prime parti a risentirne.
Il freddo può provocare una semplice sensazione di intorpidimento, ma anche disturbi più fastidiosi come dolore, alterazioni del colore della pelle o una ridotta sensibilità. In alcuni casi, se l’esposizione è prolungata o se esiste una predisposizione individuale, possono comparire vere e proprie problematiche a carico del microcircolo, che tendono a manifestarsi soprattutto durante l’inverno. «Il freddo agisce causando una riduzione del calibro dei vasi sanguigni più periferici», spiega il dottor Matteo Tegon, specialista dell’Unità di Chirurgia della mano in Humanitas Castelli. «Questo meccanismo serve a preservare il calore corporeo, ma a livello delle mani può determinare pelle fredda, pallida o violacea, gonfiore e talvolta dolore». È il caso dei geloni, una condizione piuttosto comune che non richiede necessariamente temperature estreme, ma può comparire anche con clima umido e pochi gradi sopra lo zero.
Le cause del freddo alle mani non sono legate solo alla stagione. «In alcune persone – continua il dottor Tegon – esiste una maggiore sensibilità del microcircolo, che può essere accentuata da fattori come magrezza, fumo, stress o da alcune condizioni mediche». Anche chi ha subito traumi, interventi chirurgici o fratture alle mani può avvertire più intensamente questi disturbi, soprattutto nei primi inverni successivi all’evento. In questi casi il freddo può riattivare fastidi latenti, con una sensazione di rigidità o dolore persistente. La prevenzione gioca un ruolo fondamentale.
Come proteggere le mani
Proteggere le mani con guanti adeguati, meglio se isolanti e traspiranti, è il primo passo. È importante evitare sbalzi termici improvvisi, come esporre le mani molto fredde a fonti di calore diretto. «Un errore frequente è quello di mettere subito le mani sotto l’acqua molto calda», sottolinea il dottor Tegon. «Questo può peggiorare la situazione e favorire piccole lesioni cutanee». Utile anche mantenere la pelle idratata e favorire una buona circolazione con uno stile di vita attivo.
Il freddo, inoltre, può aumentare indirettamente il rischio di traumi. Mani intorpidite e superfici scivolose favoriscono cadute e infortuni, soprattutto durante le attività sportive invernali. «Polsi e dita sono spesso coinvolti in fratture o distorsioni che non vanno sottovalutate», avverte lo specialista. «Anche un dolore modesto ma persistente merita attenzione». Quando i disturbi sono frequenti o intensi, è consigliabile una valutazione specialistica. Le cure dipendono dalla causa e possono andare da semplici accorgimenti comportamentali fino a terapie mirate. «Riconoscere precocemente il problema permette di proteggere le mani e prevenire complicanze, mantenendo funzionalità e qualità di vita anche nei mesi più freddi».
In situazioni più rare, l’esposizione prolungata al freddo può contribuire a danni cutanei e dei tessuti più profondi che, nel tempo, possono lasciare esiti visibili anche dal punto di vista estetico. «Parliamo di casi in cui il microcircolo è stato compromesso in modo significativo - conclude Tegon -.In questi pazienti, una valutazione chirurgica può essere utile non solo per recuperare la funzione, ma anche per migliorare l’aspetto della mano, quando il danno influisce sulla qualità di vita».
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