Il chiarimento della Regione: «La prima copia della cartella clinica deve essere gratuita»
INFO UTILI. Le parole di Bertolaso dopo le segnalazioni dei cittadini per le richieste di pagamento. Indicazioni già fornite a maggio.
Lettura 1 min.A volte, anzi spesso, la burocrazia e diventa ostacolo alla salute. Può capitare anche su questioni apparentemente minute, come una copia della cartella clinica. Nero su bianco, però, è ora specificato che in Lombardia «il paziente che ne faccia richiesta ha diritto a ottenere una prima copia della cartella clinica gratuitamente. La copia deve essere integrale e il paziente non è tenuto a motivare la richiesta».
L’interrogazione in Regione
A precisarlo è Guido Bertolaso, assessore regionale al Welfare, in risposta a un’interrogazione presentata da Matteo Piloni, consigliere regionale del Partito democratico. L’approfondimento mirava ad avere chiarimenti sulla disciplina che regola questi aspetti, dopo che erano giunte alcune segnalazioni da cittadini che si erano visti chiedere un pagamento. «Eventuali limitazioni al rilascio a titolo gratuito e integrale della documentazione – ha aggiunto Bertolaso – dovranno essere limitate ai casi di abuso del diritto di accesso ed essere stabilite in misura necessaria e proporzionata ai diritti e alle libertà fondamentali da tutelare».
Nel documento si ribadisce che la Direzione generale Welfare ha già trasmesso lo scorso 26 maggio le indicazioni a tutte le Ats e Asst lombarde, così da uniformare le procedure, richiamando anche una sentenza della Corte di giustizia dell’Unione europea. Quest’ultima ha stabilito che, nell’ambito del «rapporto medico/paziente», la facoltà di ottenere una copia dei dati personali oggetto di trattamento implica che «sia consegnata all’interessato una riproduzione fedele e intelligibile dell’insieme di tali dati». «In caso di ulteriori copie richieste dall’interessato – si legge ancora nel documento –, il titolare del trattamento (l’ospedale, ndr) può addebitare un contributo spese ragionevole basato sui costi amministrativi. Se l’interessato presenta la richiesta mediante mezzi elettronici, e salvo indicazione diversa dell’interessato, le informazioni sono fornite in un formato elettronico di uso comune». Come la mail, ad esempio.
«Chiarimento importante»
Per Davide Casati, consigliere regionale del Pd, si tratta di un «chiarimento importante, perché conferma che i cittadini non devono pagare per ottenere la prima copia della propria cartella clinica. Ma ci sono ancora segnalazioni di cittadini a cui questo diritto non viene garantito e questo non è accettabile. Chiediamo alla Regione di verificare che tutte le strutture si adeguino, affinché i diritti dei cittadini siano pienamente rispettati e di fare chiarezza anche su come si intenda tutelare concretamente chi ha già sostenuto spese non dovute».
Sul tema prende posizione anche lo Spi Cgil Lombardia, che nei mesi scorsi, insieme a Federconsumatori, aveva raccolto altre testimonianze di pazienti e le aveva inviate al difensore civico regionale (l’autorità indipendente che tutela i cittadini nei confronti della pubblica amministrazione).
Il plauso dello Spi Cgil
«Un traguardo importante, ottenuto grazie al lavoro di attenzione e costanza messo in campo da tutti i nostri attivisti che, sui territori, hanno ascoltato i bisogni dei cittadini, offrendo sostegno e raccogliendo con successo i primi rimborsi, arrivati prima della pronuncia di Bertolaso – spiega Federica Trapletti, della segreteria regionale dello Spi Cgil –. L’auspicio ora è che tutte le strutture regionali si adoperino per mettere in pratica quanto sancito dalla Corte di giustizia europea prima e da Regione Lombardia adesso».
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