Leucemia, fondi per due milioni: all’ospedale «Papa Giovanni» un progetto triennale sui pazienti adulti
SANITÀ. Le risorse dalla Fondazione regionale ricerca biomedica, capofila il «San Gerardo» di Monza. A Bergamo poco meno di 600mila euro: «Terapie sempre più personalizzate contro le recidive».
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È il tumore più comune tra i bambini, ma colpisce con una certa frequenza anche gli adulti. Per questo, la ricerca sulla leucemia linfoblastica acuta percorre costantemente nuove frontiere di cura: e una nuova strada provano a percorrerla anche la Fondazione Irccs San Gerardo dei Tintori di Monza e l’ospedale «Papa Giovanni», al lavoro su un nuovo progetto triennale dal valore complessivo di circa 2 milioni di euro.
Il progetto
A erogare le risorse è la Fondazione regionale per la ricerca biomedica (Frrb), attraverso un bando dedicato alle «strategie innovative per il targeting molecolare e metabolico avanzato della leucemia linfoblastica acuta pediatrica e dell’adulto, finalizzate alla personalizzazione dei trattamenti»: in altri termini, lo scopo è comprendere al meglio alcuni meccanismi molecolari e genomici della patologia.
Capofila del progetto è il San Gerardo, che ha ottenuto 1.410.400 euro: il team coordinato da Giovanni Cazzaniga, professore associato dell’Università di Milano-Bicocca e responsabile dell’Unità di Genetica della leucemia della Fondazione Tettamanti di Monza, si dedicherà in particolare ai pazienti pediatrici. Sarà invece il «Papa Giovanni», unico partner di progetto, grazie a un finanziamento da 589.400 euro, a occuparsi della ricerca sugli adulti.
«Approcci all’avanguardia»
«Questo studio – spiega Federico Lussana, direttore facente funzione dell’Ematologia dell’Asst Papa Giovanni e professore associato all’Università degli Studi di Milano – si basa sulla messa a punto di approcci all’avanguardia per la leucemia linfoblastica acuta che possano portare a un miglioramento e a una personalizzazione dei trattamenti, ampliandone l’efficacia. Il fine – continua Lussana – è quello di generare strategie terapeutiche sempre più personalizzate sulle caratteristiche genomiche e metaboliche, riducendo il rischio di fallimento della terapia o di recidiva della malattia».
«Vorremmo arrivare a progettare delle terapie sempre più mirate, questo è un progetto di ricerca ma che ha implicazioni cliniche, perché l’intenzione è riuscire a traslare in tempi rapidi delle soluzioni terapeutiche più personalizzate»
La «medicina di precisione» è l’ambito sul quale si concentrano maggiormente le attenzioni degli oncologi: è un approccio che punta a studiare dal punto di vista genetico ogni singolo caso, cogliendone le peculiarità, così da adottare la strategia terapeutica più efficace.
«Nel progetto – prosegue Lussana – procederemo analizzando il profilo genetico delle cellule tumorali sia al momento della diagnosi sia nel corso dei trattamenti, specie per le recidive, per capire i meccanismi che guidano il persistere della malattia. La leucemia linfoblastica acuta – aggiunge – è una patologia complessa che può cambiare nel tempo: in alcuni casi, il microambiente che circonda le cellule tumorali può favorire il ritorno della malattia o un “escape” (una “fuga” dall’efficacia, ndr) dei trattamenti tradizionali. Vorremmo arrivare a progettare delle terapie sempre più mirate, questo è un progetto di ricerca ma che ha implicazioni cliniche, perché l’intenzione è riuscire a traslare in tempi rapidi delle soluzioni terapeutiche più personalizzate».
Trattamenti personalizzati e terapie più efficaci
«Il progetto, di durata triennale e finanziato con un contributo complessivo di 1.999.800 euro, rappresenta un’iniziativa strategica per lo sviluppo di approcci innovativi nella cura della leucemia linfoblastica acuta, sia in età pediatrica sia adulta, con l’obiettivo di migliorare la personalizzazione dei trattamenti e l’efficacia delle terapie», spiegano dalla Fondazione San Gerardo dei Tintori: la partnership con l’Asst Papa Giovanni «consolida una collaborazione di alto profilo nel panorama della ricerca biomedica lombarda».
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