La salute / Bergamo Città
Martedì 13 Gennaio 2026
L’Iss: «Ridurre di un’ora l’uso dei dispositivi elettronici»
L’ISTITUTO DI SANITÀ. Il rapporto tra salute e tecnologie elettroniche ed informatiche: è questo il focus di due dei punti del decalogo elaborato dai ricercatori dell’Istituto superiore di sanità (Iss) per suggerire semplici pratiche per un 2026 in salute.
Il punto 5, infatti riguarda il limite all’uso dei dispositivi elettronici. Come spiega Adele Minutillo del Centro nazionale dipendenze e doping dell’Iss «La tecnologia è parte della nostra vita quotidiana, ma oggi sappiamo che un uso eccessivo di device e app può favorire comportamenti problematici, ridurre la capacità di concentrazione, alterare il sonno, compromettere le relazioni sociali. Tra i suggerimenti che contribuiscono a un uso consapevole della tecnologia possiamo proporre «un’ora in meno al giorno sui dispositivi».
Ridurre di un’ora l’uso di dispositivi
Questo suggerimento non è una rinuncia, ma un gesto di attenzione alla nostra salute. Ridurre anche solo di un’ora libera risorse attentive, abbassa lo stress legato alle notifiche continue e restituisce tempo di qualità alle relazioni e alle attività significative. Per riuscirci bastano piccole accortezze: disattivare notifiche non necessarie, impostare limiti automatici sulle app più usate, creare un piccolo rituale di disconnessione serale e sostituire il tempo online con attività che generano benessere. Un’ora in meno al giorno - conclude l’esperto - significa più equilibrio, più consapevolezza e la possibilità di recuperare spazio mentale in un mondo che ci chiede costantemente attenzione. Non è essere contro la tecnologia: è scegliere di usarla in modo che sia davvero al servizio della nostra salute.
Attenti alle fake news
Infine, il punto 10 del decalogo Iss invita a stare attenti alle fake news, affidandosi a fonti autorevoli, come ricorda Pier David Malloni, Ufficio stampa Iss: «La cosiddetta ’infodemià, cioè il proliferare di notizie false o errate, è molto pericolosa. Secondo l’Oms «causa confusione e comportamenti che mettono a rischio la salute. Porta a sfiducia nelle autorità sanitarie e mina le risposte di salute pubblica. Può intensificare o allungare le epidemie».
Condividere e diffondere notizie false, quindi, non è una cosa da prendere alla leggera, e al contrario diventare un ’cacciatore di bufale ha un effetto positivo molto grande. Anche per chi è esperto, e magari è nativo digitale, riconoscere una notizia falsa può essere difficile. Se si è nel dubbio c’è qualche domanda che ci si può fare per capire se quella che stiamo leggendo è una notizia vera o è una bufala. I fatti e i numeri descritti sono accurati? Quali sono le fonti? Se si tratta di uno studio, magari che riguarda la salute, è stato pubblicato su una rivista scientifica autorevole o è stato condotto da esperti qualificati?
Tutte le grandi agenzie sanitarie, come l’Oms e l’Ecdc, hanno sui propri siti materiale affidabile, utile anche per smontare le bufale che circolano maggiormente. Anche in Italia possiamo trovare informazioni utili su diversi siti. L’Iss, ad esempio, oltre ad aggiornare sulle ultime novità il proprio portale iss.it, gestisce il sito issalute.it specializzato proprio nella divulgazione». (Italpress)
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