Pancreas, gli esperti italiani a Bergamo per il convegno numero 50
L’APPUNTAMENTO. «Il congresso vuole celebrare i nostri cinquant’anni ma anche guardare all’innovazione e alla ricerca»
Lettura 1 min.Bergamo «capitale» della pancreatologia. Giovedì 10 e venerdì 11 settembre, il Centro congressi Giovanni XXIII ospiterà il 50° congresso nazionale dell’Aisp, l’Associazione italiana per lo studio del pancreas: attraverso due giornate di dibattiti e di incontri, la comunità scientifica italiana si confronterà sui risultati raggiunti e sulle prospettive future, mettendo al centro il dialogo tra le discipline e il rapporto con le associazioni dei pazienti.
«Un traguardo importante»
Mezzo secolo associativo è un «traguardo importante», sottolinea Silvia Carrara, presidente uscente dell’Aisp e recentemente eletta presidente European pancreatic club per il biennio 2029-2030: «Il pancreas è un argomento difficile: siamo in pochi a studiarlo, ma tutti quelli che lo fanno sono membri di questa associazione, che riunisce gastroenterologi, chirurgi, oncologi e ricercatori di base. Il congresso vuole celebrare i nostri cinquant’anni ma anche guardare all’innovazione e alla ricerca». Come spiegato nel razionale dell’appuntamento, infatti, «guardiamo verso un futuro in cui innovazione, tecnologia e nuovi modelli organizzativi ridefiniranno la cura delle malattie pancreatiche, senza dimenticare che ciò che ci unisce è la passione per lo studio del pancreas e la voglia di trasmettere le conoscenze ai giovani, di lavorare insieme per difendere i diritti dei pazienti e per trovare cure che siano equamente distribuite e di qualità».
Il tema dei farmaci
Si affronteranno questioni di attualità, come i nuovi farmaci per il trattamento del tumore del pancreas: «Un tema molto dibattuto, in alcuni casi anche con notizie sensazionali – rileva Carrara, gastroenterologa dell’Irccs Humanitas Research Hospital e dell’ospedale Humanitas Gavazzeni -: approfondiremo la questione attraverso le evidenze scientifiche e lo stato dell’iter per l’approvazione in Italia». Tra i relatori della due giorni bergamasca ci saranno anche esperti di caratura internazionale: il congresso ospiterà infatti anche gli interventi, tra gli altri, di Enrique De-Madaria, gastroenterologo dell’Università di Elche (Spagna), e Santhi Swaroop Vege, gastroenterologo della Mayo Clinic (Stati Uniti), considerata l’ospedale migliore al mondo.
Giovedì 10 settembre, dalle 14,35 alle 15,30, si terrà anche la tavola rotonda «Pancreas Unit 2.0», dedicata a fare il punto sull’implementazione di reparti specializzati negli ospedali lombardi: ne discuterà anche Alessandro Amorosi, direttore sanitario dell’Asst Papa Giovanni, all’interno di un panel che vedrà anche il contributo delle associazioni dei pazienti. «Un ruolo centrale sarà dato ai pazienti e alle associazioni – si legge nella presentazione del congresso -, per riaffermare che la ricerca, la clinica e l’innovazione non possono prescindere dall’ascolto delle loro esperienze, dei loro bisogni e dei loro diritti».
L’intelligenza artificiale
Non poteva mancare un focus sull’intelligenza artificiale, con una modalità innovativa e interrogativa: sempre giovedì pomeriggio, avrà luogo una sessione con un test che metterà a confronto le capacità diagnostiche dell’Ai e quella dei medici «tradizionali», con il coinvolgimento della platea presente in sala. «In un momento storico in cui l’intelligenza artificiale, la medicina di precisione e la strutturazione delle Pancreas Unit stanno trasformando la pratica clinica quotidiana – ribadisce il razionale -, vogliamo offrire uno spazio di confronto che unisca la memoria del passato alla visione del futuro».
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