Piccoli traumi estivi, qualche consiglio per come curarli

TRAUMATOLOGIA. Estate e sport all’aria aperta aumentano il rischio di piccoli traumi. I consigli degli specialisti e il percorso fast track di Humanitas Gavazzeni per diagnosi e cure rapide.

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Trekking in montagna, uscite in bicicletta, prime prove di arrampicata: l’estate porta con sé settimane di sport all’aria aperta e, con esse, un potenziale aumento di distorsioni, contusioni e piccole fratture. Nella maggior parte dei casi si tratta di traumi minori, che non richiedono interventi complessi ma solo la giusta attenzione nelle prime ore.

«I traumi più frequenti in questo periodo riguardano le articolazioni più sollecitate da cadute e sforzi ripetuti – spiega il dottor Gennaro Fiorentino, responsabile dell’Unità Operativa di Ortopedia e Traumatologia in Humanitas Gavazzeni –. La caviglia è la protagonista di chi pratica trekking o corsa su terreni irregolari, per un appoggio scorretto. In bicicletta e arrampicata sono invece più esposti polso e spalla, per il riflesso di appoggiare le mani a terra durante una caduta».

Non tutti i traumi hanno la stessa gravità. «La distinzione fondamentale è tra un trauma lieve, che si può gestire in autonomia, e uno che richiede una valutazione medica – prosegue Fiorentino –. Se il dolore è contenuto, l’arto si muove e non compaiono gonfiore importante o deformità, nelle prime 24-48 ore bastano riposo, ghiaccio, una lieve compressione e l’elevazione dell’arto: è il principio che chiamiamo PRICE, acronimo per Protezione, Riposo, Ghiaccio (Ice), Compressione, Elevazione dell’arto». Diverso il discorso quando il paziente non riesce ad appoggiare l’arto o il dolore non si attenua: «In questi casi è necessario rivolgersi rapidamente al pronto soccorso, perché può trattarsi di una frattura o di una lesione legamentosa da approfondire».

«Se il dolore è contenuto, l’arto si muove e non compaiono gonfiore importante o deformità, nelle prime 24-48 ore bastano riposo, ghiaccio, una lieve compressione e l’elevazione dell’arto»

Per chi arriva in Emergency Center con questo tipo di traumi, Humanitas Gavazzeni ha attivato una specifica procedura, «con un ortopedico dedicato alla gestione dei traumi minori, integrato nel percorso fast track – spiega Mirko Di Capua, responsabile dell’Emergency Center –. Dopo il triage, i pazienti con un trauma ortopedico di lieve o media entità, in codice verde o bianco, vengono indirizzati direttamente all’area ambulatoriale dedicata, senza attendere i tempi di un percorso generalista. Trovano subito uno specialista ortopedico e, se serve, l’accesso rapido alla radiologia».

Il vantaggio, come spiega Di Capua, è duplice: «Riduciamo i tempi di attesa per chi ha un problema circoscritto e lasciamo libere le risorse per i codici più critici. Per chi si è fatto male durante un’escursione o una pedalata significa avere in tempi rapidi una diagnosi precisa e, quando possibile, tornare a casa già con la terapia corretta». Un modello pensato proprio per l’estate, conclude Di Capua: «È il periodo in cui questi piccoli traumi aumentano, e un percorso dedicato fa la differenza tra una giornata di vacanza rovinata da ore di attesa e una gestione rapida ed efficace del problema».

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