La salute
Giovedì 19 Febbraio 2026
Riduzione degli antimicrobici, la Fao sceglie due istituti italiani
IN TRIVENETO E IN EMILIA. L’antimicrobico-resistenza continua a rappresentare una delle principali minacce per la salute pubblica.
L’eccellenza della sanità veterinaria italiana al servizio della salute pubblica globale: l’Istituto zooprofilattico sperimentale delle Venezie (Izsve) e l’Istituto zooprofilattico sperimentale della Lombardia ed Emilia-Romagna (Izsler) sono stati ufficialmente designati Centro di referenza Fao per la riduzione degli antimicrobici nelle aziende agricole per la trasformazione sostenibile dei sistemi agroalimentari (Renofarm). Si tratta del primo polo di eccellenza a livello mondiale incaricato di fornire supporto tecnico-scientifico alla Fao su un tema cruciale per il futuro del pianeta. Il traguardo, raggiunto grazie al supporto del Ministero della Salute, vede l’Italia protagonista nella trasformazione sostenibile dei sistemi agroalimentari grazie all’eccellenza scientifica dei due Istituti. La guida operativa del polo è affidata ai direttori sanitari dei due Istituti, Giovanni Cattoli (Izsve) e Giovanni Alborali (Izsler).
«L’antimicrobico-resistenza continua a rappresentare una delle principali minacce per la salute pubblica a livello globale. Negli ultimi anni, la maggior parte dei Paesi europei, tra cui l’Italia, è riuscita a ridurre l’uso di antimicrobici negli allevamenti a fronte di un consumo umano rimasto pressoché stabile spiega Cattoli -. Insieme ai colleghi dell’Izsler intendiamo proseguire il nostro impegno in questa direzione, grazie anche alla solida collaborazione che abbiamo sviluppato con la Fao in attività finalizzate a ridurre la necessità di utilizzo degli antimicrobici. Vi sono infatti dati che indicano come, a livello globale, l’impatto della antimicrobico-resistenza sia ancora elevato nei paesi con limitate risorse economiche, dove l’utilizzo degli antimicrobici è meno regolato e controllato». «Siamo particolarmente orgogliosi di mettere a disposizione di altri Paesi l’esperienza acquisita negli anni consolidata con la preziosa collaborazione dei colleghi dell’Izsve e riconosciuta dalla Fao - aggiunge Alborali -. Abbiamo iniziato questo percorso più di 10 anni fa con il Progetto Classyfarm voluto dal Ministero della Salute e in Italia l’utilizzo di antibiotici è diminuito del 96% e 92% rispettivamente nel settore del pollo da carne e dei tacchini.
Il traguardo, raggiunto grazie al supporto del Ministero della Salute, vede l’Italia protagonista nella trasformazione sostenibile dei sistemi agroalimentari grazie all’eccellenza scientifica dei due Istituti. La guida operativa del polo è affidata ai direttori sanitari dei due Istituti, Giovanni Cattoli (Izsve) e Giovanni Alborali (Izsler)
Il trend di riduzione si è confermato rilevante anche nei suini all’ingrasso (64%) e nelle bovine da latte (37%). L’applicazione del Sistema in altri Paesi rappresenta una grande opportunità per dare un nostro contributo». L’Istituto Zooprofilattico Sperimentale della Lombardia e dell’Emilia-Romagna opera nell’ambito del Ssn come strumento tecnico-scientifico dello Stato e delle due Regioni di giurisdizione, garantendo ai Servizi Veterinari le prestazioni e la collaborazione in materia di igiene e sanità pubblica.
© RIPRODUZIONE RISERVATA