Segnali dal pavimento pelvico: prevenire è sempre vincente

DA SAPERE. Dal punto di vista diagnostico, il percorso richiede spesso il coinvolgimento di più specialisti. Le cause sono molteplici.

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Delle patologie del pavimento pelvico si parla poco, spesso per imbarazzo, eppure interessano una quota significativa della popolazione adulta: si stima che in Italia siano oltre quattro milioni le donne colpite da questi disturbi, ma il problema riguarda trasversalmente anche gli uomini e, in alcune forme, persino i bambini. Una sottovalutazione che ha un costo reale sulla qualità di vita di chi ne soffre, e che rende ancora più urgente fare chiarezza su cause, diagnosi e possibilità di cura.

Che cosa è il pavimento pelvico

Il pavimento pelvico è una struttura complessa — fatta di muscoli, legamenti, fasce e nervi — che chiude inferiormente il bacino e ha il compito di sostenere vescica, utero e retto, coordinando le funzioni di minzione, defecazione e sessualità. Quando qualcosa si altera in questo sistema, i disturbi possono manifestarsi in modi diversi: perdita involontaria di urine o feci, sensazione di peso o pressione nella zona pelvica, difficoltà a svuotare la vescica o l’intestino, dolore persistente. «Queste patologie, tra cui incontinenza urinaria e fecale, disfunzioni sessuali e prolasso degli organi pelvici, sono molto diffuse e possono incidere significativamente sulla qualità di vita dei pazienti», spiega il dottor Giulio Santoro, Responsabile dell’Unità di Proctologia e Pelviperineologia in Humanitas Gavazzeni.

Quando qualcosa si altera in questo sistema, i disturbi possono manifestarsi in modi diversi: perdita involontaria di urine o feci, sensazione di peso o pressione nella zona pelvica, difficoltà a svuotare la vescica o l’intestino, dolore persistente

Le cause che possono indebolire il pavimento pelvico sono molteplici. Tra i principali fattori di rischio figurano una o più gravidanze, il parto vaginale, la stipsi cronica, la tosse persistente, la menopausa, l’eccessivo dimagrimento e alcune attività sportive praticate in modo scorretto. A questi si aggiungono fattori costituzionali individuali che possono predisporre alla patologia indipendentemente dagli altri elementi. Il dolore pelvico cronico, in particolare, può avere cause assai diverse: infezioni urogenitali, endometriosi, cisti ovariche, patologie anorettali.

Dal punto di vista diagnostico, il percorso richiede quasi sempre il coinvolgimento di più specialisti, tra cui colonproctologi, urologi, ginecologi, radiologi e gastroenterologi, oltre a fisioterapisti, case manager infermieristico e ostetrici. Tra gli strumenti oggi più avanzati vi è l’ecografia tridimensionale — endoanale, endorettale ed endovaginale — insieme alla metodica dinamica transperineale, che consente una visualizzazione dettagliata delle strutture anatomiche e una valutazione in tempo reale, migliorando significativamente l’accuratezza diagnostica rispetto alle tecniche tradizionali.

Le opzioni terapeutiche sono altrettanto variabili. Si va dalla terapia farmacologica — con antinfiammatori, miorilassanti o farmaci per il dolore neuropatico — alla riabilitazione del pavimento pelvico condotta da fisioterapisti specializzati, fino alla neuromodulazione per i casi di dolore cronico resistente. Nei casi in cui le terapie conservative non siano sufficienti, si valuta l’intervento chirurgico, che può essere eseguito per via perineale, laparoscopica o robotica, con un approccio sempre personalizzato. «Un approccio che consente ai professionisti di sviluppare competenze avanzate e di offrire percorsi di cura personalizzati e basati sulle evidenze scientifiche», aggiunge il dottor Santoro.

Il messaggio che deve emergere con chiarezza anche in questi casi è che la diagnosi precoce fa la differenza. Molti pazienti convivono con questi disturbi per anni senza ricevere un trattamento adeguato, spesso perché non ne parlano o perché vengono indirizzati verso un solo specialista quando sarebbe necessario un approccio integrato. Riconoscere i sintomi e affidarsi a un centro con competenze multidisciplinari è il primo, fondamentale passo verso il recupero del benessere.

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