Traumi sportivi in vacanza, come proteggere tutta la famiglia

TRAUMATOLOGIA. Un tuffo in piscina, una corsa in spiaggia, il primo giro con la nuova mountain-bike.

Lettura 1 min.

Traumatologia

L’estate regala ai bambini settimane di gioco all’aria aperta, ma porta con sé anche un aumento delle piccole e grandi cadute. Ogni anno infatti, aumentano contusioni, distorsioni e fratture nei mesi più caldi, quando i bambini passano più ore tra sport, spiaggia e montagna. «L’euforia del gioco estivo, unita alla scarsa percezione del pericolo tipica dei più piccoli, spiega gran parte di questo aumento» racconta Michele Albano, responsabile della Riabilitazione Ortopedica e Sportiva di Humanitas a Bergamo. «Non bisogna però limitare il movimento: l’attività fisica è fondamentale per lo sviluppo muscolare, osseo e coordinativo. Occorre piuttosto praticarla in sicurezza».

Il primo consiglio riguarda la preparazione muscolare. «Prima di qualsiasi attività è consigliabile dedicare 5–10 minuti a un leggero riscaldamento e terminare con qualche esercizio di defaticamento» spiega Albano. «È inoltre importante mantenere una corretta idratazione ed evitare gli sforzi nelle ore più calde della giornata». Ogni sport ha poi le sue attenzioni specifiche. Chi pratica corsa in spiaggia dovrebbe farlo sulla battigia, terreno più compatto, indossando comunque le scarpe: proteggono la pianta del piede da vetri e conchiglie e garantiscono un appoggio corretto. Nel tennis è il gomito a subire le sollecitazioni maggiori, mentre chi pratica surf deve curare la muscolatura lombare e addominale prima di entrare in acqua. In bicicletta contano l’altezza della sella e del manubrio, regolate per una pedalata sciolta, oltre all’uso del casco.

Un capitolo a parte riguarda gonfiabili e tappeti elastici, tra i giochi estivi più amati dai piccoli e tra le cause più frequenti di traumi da caduta. «il rischio aumenta quando bambini di età o peso differenti giocano contemporaneamente. È meglio aumentare l’attenzione da parte degli adulti quando si verifica questa condizione» osserva lo specialista di Humanitas.

Sapere distinguere un trauma lieve da uno che richiede attenzione medica fa la differenza. «In caso di trauma lieve è utile ricordare il principio PRICE: Protezione, Riposo, Ghiaccio, Compressione ed Elevazione dell’arto» continua Albano. «È invece opportuno rivolgersi rapidamente a uno specialista quando il bambino non riesce a muovere o appoggiare l’arto, compare una deformità evidente, un importante gonfiore oppure, dopo un trauma cranico, sonnolenza, vomito o alterazioni del comportamento». Attenzione particolare meritano quindi i colpi alla testa, da monitorare sempre in pronto soccorso, e le cadute in piscina sui pavimenti bagnati.

Il messaggio che Albano rivolge alle famiglie va oltre la lista di precauzioni. «Il nostro obiettivo non è limitare il gioco, ma renderlo più sicuro. Con poche semplici regole i bambini possono continuare a correre, nuotare e divertirsi, mentre i genitori vivono le vacanze con maggiore serenità».

© RIPRODUZIONE RISERVATA