Vivere a lungo e in salute? Il segreto sta nel piatto

MEDICINA ALIMENTARE. Con «L’Eco di Bergamo» in edicola l’utile guida per mangiar bene facendo anche prevenzione.

Al centro c’è un’idea semplice eppure decisiva: una persona adeguatamente informata può modificare il proprio stile di vita. In quest’ottica, cambiare le proprie abitudini può contribuire a una vita in salute. La prevenzione passa da scelte consapevoli, a partire da una corretta alimentazione. È questo l’obiettivo del libro «La medicina alimentare», scritto dal cardiologo Domenico Tuttolomondo e in vendita abbinata su richiesta con «L’Eco di Bergamo» a 15 euro più il prezzo del giornale.

Uno sguardo al passato

«Abbiamo il compito di proteggere la nostra salute, il nostro benessere e quello dei nostri figli e ora, finalmente, sappiamo che per farlo è necessario guardare al passato. Impariamo da quell’epoca in cui non esistevano i fast food e lo spuntino si faceva con una fetta di pane integrale, pomodori appena raccolti, aglio, basilico, olive e un filo d’olio», premette Tuttolomondo. Il volume diventa così una guida preziosa per il lettore, in cui le conoscenze scientifiche consolidate vengono «tradotte» in messaggi efficaci e adatti alla quotidianità, secondo un linguaggio accessibile anche ai non addetti ai lavori. Tuttolomondo, attualmente in servizio presso l’Unità di Cardiologia dell’Azienda ospedaliero-universitaria di Parma, è

laureato con lode in Medicina e Chirurgia all’Università degli Studi di Perugia e specializzatosi in Cardiologia e malattie dell’apparato cardiovascolare all’Università degli Studi di Parma, dove ha successivamente conseguito anche un dottorato in Scienze mediche e chirurgiche traslazionali; è autore di 69 pubblicazioni scientifiche su riviste internazionali ed è stato citato oltre 750 volte.

Risposte precise

Il libro, spiega il medico, «nasce da una selezione di articoli scientifici di rilievo internazionale, e su questa solida base vengono spiegati i comportamenti idonei per prevenire e combattere determinate patologie». Così prendono forma le risposte ad alcuni dei quesiti più ricorrenti: il ruolo del cibo nella riduzione del rischio di cancro, l’impatto sulle patologie cardiovascolari, il ruolo positivo dello sport, una «bussola» per orientarsi tra colesterolo, diabete, ipertensione arteriosa, ma anche l’influsso negativo dell’inquinamento e dei cambiamenti climatici. La pubblicazione è densa di evidenze pratiche: «Sommando il consumo giornaliero dei cibi che proteggono dal diabete mellito e abolendo alcuni alimenti e le bevande zuccherate riduciamo il rischio di incorrere in questa gravosa malattia di circa l’80%», ribadisce il cardiologo, «mentre mangiare un adeguato apporto giornaliero di fibre riduce la pressione arteriosa, il colesterolo cattivo, gli zuccheri nel sangue, le patologie cardiovascolari e il rischio di ammalarsi di tumore al colon-retto».

Il colesterolo

Al centro delle preoccupazioni c’è spesso il colesterolo: «Occorre fare delle distinzioni – approfondisce il medico -. Il colesterolo totale è un paniere che contiene al proprio interno una serie di elementi positivi e negativi. L’aspetto più importante da monitorare è l’Ldl (lipoproteine a bassa densità, ndr), il cosiddetto “colesterolo cattivo”. Quando questo indicatore è molto alto aumenta il rischio di malattie cardiovascolari, ma ci sono molti sistemi per abbassarlo: una maggiore attività fisica, aumentare il contenuto di fibre nella propria dieta, perdere peso, consumare olio extravergine di oliva (ben diverso dall’olio di oliva, ndr), assumere integratori specifici e anche alcuni farmaci».

Il cuore

«La medicina alimentare» fornisce anche conoscenze utili per prendersi cura del cuore da

ogni prospettiva. Ad esempio, com’è possibile riconoscere i sintomi dell’infarto? «Il sintomo tipico dell’infarto cardiaco è un dolore forte localizzato al petto, che può estendersi al collo o alle braccia, prevalentemente al braccio sinistro – approfondisce Tuttolomondo -. Questo dolore è spesso avvertito come un peso, una sensazione di costrizione, che opprime il petto. Si può presentare insieme a difficoltà respiratorie, nausea anche con episodi di vomito, sudorazione fredda, malessere, improvvisa stanchezza e vertigine, ovvero sensazione di sbandamento. Può associarsi anche a episodi di svenimento». Il cuore, in fondo, è anche una metafora della vita: «La fase di contrazione del cuore si definisce sistole, dal greco “restringere” – ricorda il medico -, mentre la fase di rilasciamento cardiaco è nota come diastole, dal greco “dilatazione”. Durante la sistole il cuore provvede al fabbisogno di tutti gli organi. Sembra quasi che il nostro cuore abbia la necessità di trovare dentro se stesso quella forza, quella grande energia necessaria a determinare in un secondo momento, ovvero solo dopo essersi preparato fisicamente e spiritualmente, il raggiungimento di uno scopo».

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