«Amo fare la sindaca». Carnevali: la Bergamo del futuro sarà più vivibile, sicura e vicina alle persone
L’INTERVISTA. Dopo che a «L’Eco di Bergamo Incontra» si sono raccontati tutti gli assessori della Giunta di Elena Carnevali del Comune di Bergamo, la sindaca traccia il bilancio dei primi due anni di amministrazione: mobilità, sicurezza, casa, quartieri e attenzione alle persone al centro dell’azione.
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Bergamo
«Il mio sogno nel cassetto è realizzare la città che abbiamo in testa. Non io come sindaca, ma come Giunta e come comunità». Elena Carnevali guarda alla Bergamo dei prossimi anni come a una città meno congestionata, più vivibile, più verde, capace di attrarre studenti, lavoratori, imprese e visitatori, senza più una distanza marcata tra centro e periferie.
A due anni dall’inizio dell’amministrazione, la sindaca racconta una città che «continua a crescere, si sviluppa ed è sempre più desiderabile anche per venire a vivere a Bergamo». Una città attrattiva per gli studenti, per il turismo e per nuovi insediamenti lavorativi, ma nella quale, sottolinea Carnevali, la cifra distintiva deve restare l’attenzione alle persone: quartieri, famiglie, anziani, giovani e bambini.
«Ci tengo all’attenzione che tutta la Giunta sta avendo nei confronti delle persone – spiega –. Credo che questa sia la cifra distintiva alla quale dobbiamo stare sempre più attenti».
«Prima di tutto vengono le persone»
Nel bilancio della sindaca entrano anche i momenti più difficili vissuti dalla comunità. Carnevali cita il femminicidio di Valentina e le morti di Riccardo, Mamadi e Giulio: episodi che, dice, «interrogano molto» una città e chi la amministra. «Ogni volta che accadono fatti dolorosi o perdite di vita, per un sindaco e per una comunità è il momento più difficile. Prima di tutto vengono le persone e sappiamo che cosa comporta non solo per la comunità, ma soprattutto per chi ne è stato coinvolto» spiega. Da qui, aggiunge, nasce «la necessità di costruire vicinanza, aggregazione e coesione sociale, perché nessuno si senta solo di fronte a situazioni drammatiche».
Sicurezza, videosorveglianza e presidio dei quartieri
Tra i temi centrali dell’azione amministrativa c’è la sicurezza. «Il 45% delle nostre assunzioni sono per la polizia locale» spiega e accanto al rafforzamento del personale, la sindaca cita i sistemi di videosorveglianza, la presenza della polizia appiedata e una maggiore capacità di intervento non solo in centro, ma anche nei quartieri.
La sicurezza, però, per Carnevali non si costruisce solo con i controlli. «Vale tanto la percezione quanto i fatti accaduti – afferma – e si costruisce con una città illuminata, più viva e più curata».
Sugli episodi delle “spaccate” avvenuti in città e in altri Comuni della provincia, la sindaca parla del segnale di «bande criminali che stanno arrivando su questo territorio», sottolineando però il lavoro delle forze dell’ordine.
Cantieri Rfi, un anno in più: «Ora ridurre l’impatto»
Altro capitolo delicato è quello dei cantieri ferroviari. L’annuncio del prolungamento di un anno dei lavori legati a Rfi, osserva Carnevali, «era sotto gli occhi di tutti», ma l’amministrazione punta ora a ridurre i disagi. Allo stesso modo, l’amministrazione lavora al ripristino della viabilità a San Tommaso, «un quartiere particolarmente penalizzato da questo cantiere».
La sindaca cita anche Boccaleone e via Rovelli, insistendo sulla collaborazione con Rfi e Regione per contenere l’impatto del prolungamento dei lavori. Ma invita anche a guardare alla prospettiva futura: «Avremo una città sicuramente più connessa, magari con treni più puntuali, capace di dare una risposta ai tanti studenti e pendolari collegati tra Bergamo, Brescia e Milano».
E dopo casa, edilizia pubblica e housing sociale, una confidenza, con emozione: «Fare la sindaca mi piace davvero tanto». A darle energia, spiega, è soprattutto la relazione con le persone: «La vicinanza, spero anche l’empatia».
Tra gli episodi che più la colpiscono ci sono quelli con i bambini, che spesso le si avvicinano. «Credo che sentire un sindaco come un’autorità, ma nello stesso tempo come una figura a cui rivolgersi con semplicità e affetto, sia la dimensione più vera di questo ruolo».
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