Aronne Masseroli, una vita tra dolci e tradizione: «La soddisfazione più grande è vedere la felicità dei clienti»

L’INTERVISTA. Dopo 55 anni la storica Pasticceria Presolana di Bratto cambia gestione. Il maestro pasticcere racconta la passione nata da bambino, il successo dei Brutti e Buoni e l’affetto ricevuto al momento della chiusura.

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Per Aronne Masseroli la pasticceria non è mai stata soltanto un mestiere. È una passione coltivata fin da bambino, quando il padre lo faceva salire su un barattolo per arrivare al banco di lavoro. «Quello che mi piace di più quando metto le mani in pasta è vedere il risultato finale. Quando si raggiunge un risultato vicino alla perfezione è la soddisfazione più grande», racconta.

Per oltre mezzo secolo il nome della famiglia Masseroli è stato legato alla Pasticceria Presolana di Bratto, aperta nel giugno del 1970 dal padre, che aveva imparato il mestiere nelle botteghe di Milano e aveva lavorato anche da Balzer prima di tornare in Valle Seriana. Dopo aver avviato un laboratorio a Clusone, la famiglia aprì anche i negozi di Castione e Bratto.

L’8 marzo scorso Aronne ha abbassato la serranda. Una decisione maturata da tempo, ma cambiata all’ultimo momento grazie all’arrivo di una giovane imprenditrice pronta a rilevare l’attività. «Negli ultimi giorni si è presentata una ragazza motivata a continuare il lavoro. Ha capito che dopo 55 anni questa storia non poteva spegnersi e mi ha chiesto di accompagnarla nel passaggio».

I biscotti con le nocciole

Tra i simboli della pasticceria ci sono i celebri Brutti e Buoni, diventati negli anni il prodotto più rappresentativo. «Mio padre introdusse una lavorazione particolare con una doppia cottura, prima sul fuoco e poi in forno. Sono preparati con nocciole italiane del Piemonte e zucchero: ancora oggi restano il nostro punto di forza».

La chiusura ha lasciato un segno profondo nella comunità. Decine di clienti hanno riempito la porta del negozio di messaggi e ricordi. «Ho ricevuto un affetto che non mi sarei mai aspettato. C’era chi mi diceva: “Venivo qui da bambino con mio padre”. È stato il riconoscimento più bello, perché con molti clienti si era creato un rapporto che andava oltre il semplice acquisto».

E se gli chiedono quale sia il suo dolce preferito, Masseroli sorride: «È difficile scegliere. Cannoncini, brioche, bignè al cioccolato... il migliore è sempre quello che sto preparando in quel momento».

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