«Ci hanno tolto la bellezza di essere vulnerabili». Safe Woman raddoppia a Bergamo: 1.200 posti per la seconda edizione

L’INTERVISTA. Il progetto di difesa personale fondato da Giulia Facchinetti e Juri Ambrosioni amplia i posti disponibili. Le lezioni si terranno in tre sedi, tra cui ChorusLife. Giulia Facchinetti: «Al giorno d’oggi ci hanno un po’ tolto quello che è la bellezza di essere vulnerabili».

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Bergamo

Safe Woman si prepara alla seconda edizione a Bergamo e raddoppia i posti disponibili: saranno 1.200, rispetto ai 600 del primo anno di corso. Le lezioni si svolgeranno in tre sedi: le palestre Savoia e Secco Suardo, messe a disposizione dal Comune, e un nuovo spazio nell’area di ChorusLife. Lo racconta Giulia Facchinetti, un progetto gratuito di autodifesa rivolto alle donne: un corso che unisce tecniche di difesa personale e strumenti per riconoscere e prevenire situazioni di pericolo. «Al giorno d’oggi ci hanno un po’ tolto quello che è la bellezza di essere vulnerabili - racconta -. Quindi non si può più andare in giro e stare in mezzo alle persone senza avere una barriera psicologica e fisica, purtroppo».

Difesa personale, attenzione anche alla prevenzione

«Nel percorso che affrontano con Safe Woman le donne si rendono conto di quanto in realtà la parte psicologica sia fondamentale, se non molto più importante rispetto a quella fisica»

A condurre le lezioni è Yuri (Ambrosioni, ndr, marito di Giulia), che Facchinetti definisce «il cuore operativo» del progetto. Secondo la cofondatrice, molte donne si iscrivono per imparare a reagire fisicamente a un’aggressione, ma durante il percorso scoprono il peso della preparazione psicologica e della prevenzione: «Non bisogna nemmeno arrivare al punto di avere un contatto fisico». «Le donne che si approcciano a Safe Woman secondo me arrivano con un’idea iniziale di voler implementare quella che è la loro risposta fisica a qualsivoglia tipo di aggressione - spiega -. In realtà nel corso del percorso che affrontano con Safe Woman si rendono conto di quanto in realtà la parte psicologica sia fondamentale, se non molto più importante rispetto a quella fisica».

Tra gli aspetti affrontati c’è l’attenzione a ciò che accade intorno a sé, dal contesto alle persone presenti fino alle possibili vie di fuga. Il corso è aperto dai 12 anni, con un adulto accompagnatore per le più giovani, e coinvolge donne di età diverse. «Vengono anche nipote, mamma e nonna insieme», racconta Facchinetti, che è anche mamma: «In famiglia insegniamo ogni giorno il rispetto».

L’obiettivo, ora, è portare Safe Woman oltre il territorio bergamasco: «Brescia è già partito insieme ad altre città limitrofe, però chiaramente quello che ci farebbe assolutamente rendere orgogliosi del nostro progetto è che diventasse un progetto di livello nazionale». I corsi a Bergamo sono iniziati lo scorso 21 settembre e sono in programma lunedì presso la scuola Secco Suardo (17.30, 18.30, 19.30); mercoledì presso Chorus Life (18.30 e 19.30) e sabato alla Savoia (10.30 e 11.30).

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