Tiziana Gualdi lascia dopo 50 anni: «Ora voglio godermi un po’ la vita»

L’INTERVISTA. La titolare del salone di acconciatura Tiziana Image di Bergamo cede l’attività dopo mezzo secolo. «Ricominciare da zero sarebbe stato troppo faticoso. Adesso penso allo sport, agli amici e vorrei tornare a scuola».

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Bergamo

Dopo cinquant’anni di lavoro, Tiziana Gualdi ha deciso di lasciare la guida dei saloni di acconciature Tiziana Image di Bergamo. Una scelta maturata al termine di una lunga carriera, iniziata quando aveva poco più di 19 anni e segnata dalla formazione, dai viaggi internazionali e dall’incontro con alcuni dei maggiori professionisti del settore.

«È giusto che qualcuno prosegua il tuo cammino quando non hai più la voglia di impegnarti così tanto – racconta –. Adesso ho altri obiettivi e mi piacerebbe godermi un po’ la vita che non ho goduto prima».

Il riconoscimento come negozio storico

Gualdi ha recentemente ricevuto il riconoscimento di negozio storico per i cinquant’anni di attività. «È stata una grande sorpresa e una grande soddisfazione – spiega –. Come tutti gli artigiani che amano il proprio lavoro, porti avanti l’attività con entusiasmo e amore. Ricevere questo riconoscimento è stato molto gratificante». Ripensando agli inizi, ricorda una giovane parrucchiera animata da entusiasmo e desiderio di imparare. Il periodo compreso tra i 30 e i 50 anni ha rappresentato, secondo la professionista, l’apice del cambiamento nel mondo della moda e dell’acconciatura.

«È stata una fase che mi ha permesso di crescere moltissimo. Alcune aziende mi hanno inserito nei loro gruppi di lavoro e mi hanno dato la possibilità di viaggiare nel mondo, conoscere grandi colleghi e portare la moda italiana all’estero».

Esperienze professionali, ma anche personali: «Ho incontrato professionisti molto più bravi di me, persone che hanno raggiunto traguardi straordinari. Sono ricordi indelebili, che mi hanno toccato anche il cuore».

«Nella mia mente, però, ci sono tanti progetti: fare sport, incontrare gli amici e avere più relazioni con le persone. Sono tutte cose che mi sono mancate in questi anni. Ma soprattutto mi piacerebbe tornare a scuola»

«Ho scelto la carriera»

Il lavoro, però, ha richiesto sacrifici. «Avevo messo sulla bilancia quello che potevo fare e per me era importante il lavoro. Non mi pento della scelta e sono contenta così, perché questa professione mi ha dato tanto». Proprio il cambiamento nel rapporto dei giovani con il lavoro è una delle ragioni che l’hanno spinta a lasciare. «Oggi i ragazzi fanno fatica a intraprendere una professione così impegnativa. Cercano più libertà, tempo libero e spazio per la famiglia».

«Rimettermi in gioco e ricreare un team sarebbe stato troppo faticoso. Per questo ho deciso di cedere l’attività».

Il futuro tra sport, amici e nuovi progetti

Ora per lei comincia una fase completamente nuova, alla quale ammette di doversi ancora abituare. «Ci sono momenti in cui non riesco a ottimizzare il tempo, perché non sono abituata ad avere giornate meno piene. Nella mia mente, però, ci sono tanti progetti: fare sport, incontrare gli amici e avere più relazioni con le persone. Sono tutte cose che mi sono mancate in questi anni. Ma soprattutto mi piacerebbe tornare a scuola».

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