Banchetto negato a Forza Nuova a Dalmine, la Procura: «Illegittimo esigere la dichiarazione di antifascismo»

IL PRONUNCIAMENTO. Il segretario Roberto Fiore aveva presentato un esposto contro il comandante della polizia locale di Dalmine. La posizione del dirigente è stata archiviata su richiesta dello stesso pm che però pone una questione di legittimità della norma.

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Dalmine

Il 17 ottobre 2024 Forza Nuova, formazione di estrema destra, si era vista negare dal Comune di Dalmine l’autorizzazione a installare un banchetto in piazza. Carenza di documentazione, il motivo: in particolare, richiamandosi ai valori sanciti dalla Carta costituzionale, l’amministrazione comunale lamentava la mancanza della dichiarazione di antifascismo.

Il segretario nazionale di Fn, Roberto Fiore, tramite l’avvocato Pablo De Luca, aveva presentato un esposto contro il comandante della polizia locale firmatario del diniego, ipotizzando il reato di violenza privata. La posizione del dirigente è stata archiviata. Ma è nella richiesta di archiviazione depositata dalla Procura di Bergamo che Fiore coglie un nuovo segnale di illegittimità della obbligatorietà della dichiarazione di antifascismo, «perché ritenuta lesiva del diritto alla libera manifestazione del pensiero, tutelato dall’articolo 21 della Costituzione», come recita un pronunciamento del 2021 del Tar della Sicilia, successivamente richiamato in una richiesta di archiviazione della Procura di Parma per un fatto analogo.

Nel suo documento la Procura di Bergamo condivide le motivazioni dei colleghi emiliani. Il pm bergamasco chiede l’archiviazione del comandante perché non ravvisa «comportamenti violenti o minacciosi». Inoltre, dal punto di vista soggettivo non si intravede il dolo: il dirigente, «privo di qualsivoglia potere politico», «non poteva far altro che applicare le norme in vigore». Secondo il pm bergamasco, la dichiarazione del rispetto dei valori antifascisti ritenuta illegittima da Fiore, «dovrà essere affrontata in altra sede». Ma osserva che «sotto il profilo oggettivo, si pretende un comportamento fondato su una norma illegittima (seppure l’apparato amministrativo non ha alcuna incisione politica)»

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