«Bergamo-Treviglio, noi pronti a partire anche subito»
LE REAZIONI. La società sul possibile stop alle risorse regionali nel 2032. Il progetto al vaglio del ministero dell’Ambiente. Imeri: «Le risorse restino in ogni caso sul territorio».
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Treviglio
Seppur con qualche distinguo, è stata accolta in maniera favorevole la decisione della Regione di porre la «scadenza» del 2032 sul contributo pubblico da 146 milioni di euro al progetto dell’autostrada Bergamo-Treviglio. Sia da Autostrade Bergamasche spa, la società proponente dell’opera il cui progetto definitivo è, al momento, al ministero dell’Ambiente per la Valutazione di impatto ambientale.
Le reazioni die sindaci
Sia dai Comuni – favorevoli e non – alla realizzazione nei loro confini della grande infrastruttura. La scadenza del 2032 è stata disposta nell’ambito dell’approvazione del Prmt (Programma regionale della mobilità e dei trasporti) attraverso un ordine del giorno presentato dai consiglieri di FdI Michele Schiavi e di Forza Italia Jonathan Lobati. Il testo, in una prima versione, poneva tre anni come termine temporale per l’inizio dei lavori della Bergamo-Treviglio. Dopo un confronto all’interno della maggioranza, il testo è stato modificato con l’indicazione di «valutare la legittimità giuridica di un’eventuale decadenza del contributo pubblico» se l’opera non sarà cantierizzata «entro la vigenza del Prmt», quindi entro il 2032.
La società Autostrade bergamasche
Tutto ciò viene visto da Antonio Sala, presidente di Autostrade bergamasche, come uno stimolo: «La previsione di un termine – commenta – deve essere letta in questa prospettiva: come uno stimolo a proseguire con determinazione lungo il percorso tracciato per la realizzazione della Bergamo-Treviglio, nella consapevolezza dell’importanza che quest’opera riveste per il territorio. Da parte nostra, potendo già contare sulla presenza di un investitore, siamo pronti a partire anche subito». Sala, poi, evidenzia l’importanza della formula del project financing scelta per la costruzione dell’autostrada: «L’integrazione tra capitale pubblico e privato agisce come un moltiplicatore di valore, consentendo di generare benefici economici, sociali e infrastrutturali superiori a quelli ottenibili attraverso interventi isolati, a vantaggio dell’intera collettività. È nell’interesse di tutti continuare a lavorare affinché le risorse allocate dalla Regione possano essere utilizzate per la finalità per cui sono state previste».
Dal canto loro i Comuni favorevoli all’opera sperano che la mossa della Regione porti a un’accelerazione: «Io avrei fatto anche tre anni, come inizialmente proposto – sostiene il sindaco di Dalmine Francesco Bramani –. Sei anni mi sembrano un po’ tanti per attendere l’inizio dei lavori». Dello stesso avviso da Boltiere Osvaldo Palazzini: «Io sono sempre stato favorevole all’autostrada, sin dal 2012. Però è difficile portare avanti per così tanti anni una posizione favorevole se poi non ci sono riscontri concreti». Per il sindaco di Treviglio Juri Imeri è importante che, nel caso l’autostrada non venisse più realizzata, che «i 146 milioni di euro vengano impiegati sempre a favore del nostro territorio e non per altre zone della provincia».
Il fronte del «no» legge invece l’approvazione dell’odg come un segnale che, nella maggioranza della Regione, stanno emergendo sempre più dubbi sul sostegno all’autostrada: «Qualcosa si muove – afferma il sindaco di Osio Sotto Corrado Quarti –. Per quanto riguarda i 146 milioni di euro è da anni che affermiamo che servono per altre opere». Altri sindaci, seppur vedano positivamente la scadenza posta al contributo pubblico all’autostrada, avrebbero preferito maggior coraggio da parte della Regione: «A mio avviso – dice la sindaca di Ciserano Caterina Vitali – sarebbe dovuta essere stralciata dal Prmt. Servono altre scelte per la mobilità». Lo stralcio dell’opera era stato peraltro proposto dal Pd, ma l’ordine del giorno è stato bocciato. «Questi fondi – aggiunge la sindaca di Levate Paola Agazzi – erano stati stanziati nel 2020. Mi sembra troppo tenerli bloccati ancora fino al 2032».
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