Boltiere, muore a 28 anni: «Addio Gio, piccolo grande ragazzo dal cuore generoso»

B OLTIERE. Giovanni Rossi aveva una sindrome rara: è morto a 28 anni. L’ex curato don Pezzotta: l’abbiamo portato ovunque, ci ha arricchiti tutti.

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Boltiere

«Nonostante le sue fatiche negli anni si siano fatte sempre più grandi, Gio non era mai ripiegato su se stesso: era sempre aperto agli altri e questo ti rubava il cuore». Con il suo sorriso e la straordinaria forza di una generosità ben più forte della malattia, Giovanni Rossi a Boltiere aveva rubato il cuore a tutti. Se n’è andato domenica mattina - 5 luglio -, all’età di 28 anni, dopo che il calvario di una sindrome genetica rara lo aveva messo negli anni sempre più a dura prova.

Nonostante le difficoltà del suo corpo negli anni dell’adolescenza si siano fatte sempre più evidenti, con il supporto di famiglia, amici e tante persone non ha mai detto no alla vita

Cresciuto dentro le mura dell’oratorio, Giovanni non ha mai ceduto alla fatica. Nonostante le difficoltà del suo corpo negli anni dell’adolescenza si siano fatte sempre più evidenti, con il supporto di famiglia, amici e tante persone non ha mai detto no alla vita. «Quando era alle medie, era fisicamente più piccolo degli altri, ma si pensava che sarebbe cresciuto dopo. La sua malattia però negli anni dell’adolescenza è peggiorata rapidamente: ha perso l’equilibrio e l’uso delle gambe», ricorda don Luca Pezzotta, oggi missionario in Costa d’Avorio, curato dell’oratorio di Boltiere dal 2010 al 2018, che ha accompagnato Giovanni in tante esperienze, costruendo con lui un rapporto di speciale confidenza.

Catechista, allenatore e animatore al Cre

«Forse eravamo un po’ incoscienti, ma l’abbiamo portato dappertutto - racconta con il sorriso -. È stato animatore al Cre, catechista, per alcuni anni anche allenatore della squadra di calcio dell’oratorio. Abbiamo vissuto insieme i campi scuola in montagna, ma anche la Giornata mondiale della gioventù di Cracovia e due pellegrinaggi: quello parrocchiale da La Verna ad Assisi e quello diocesano da Ortona a Roma. Un po’ ci seguiva con i mezzi della logistica, un po’ camminava con noi. Attorno a lui si era creata una rete di persone che volevano aiutarlo, a volte persone mai viste che volevano accompagnarlo per un tratto di strada spingendo la sua carrozzina». Don Luca riconosce che per Giovanni «non è stato facile accettare di perdere pian piano la sua autonomia, ma i bei legami che ha costruito lo hanno aiutato».

«Attorno a lui si era creata una rete di persone che volevano aiutarlo, a volte persone mai viste che volevano accompagnarlo per un tratto di strada spingendo la sua carrozzina»

Il suo carattere all’apparenza non era facile: «Era un po’ pignolo e parlava tanto», ammette don Luca. Ma rivelava poi una straordinaria bontà: «Aveva sempre una parola positiva e soprattutto una grande attenzione per gli altri. Ricordava le date dei compleanni di tutti e così a mezzanotte inviava sempre i messaggi vocali con i suoi auguri. Era una piccola attenzione, ma esprimeva il bene che lui poteva fare pur con le sue difficoltà».

Uno sguardo di attenzione

Fino alla fine, nonostante l’enorme fatica fisica, Giovanni ha mantenuto questo sguardo di attenzione. «Pochi giorni fa ho ricevuto il suo ultimo messaggio - confida don Luca -. Mi ha scritto dopo che ai Mondiali la Costa d’Avorio aveva pareggiato con la Norvegia, per dirmi che, nonostante stesse male, aveva voluto seguire la partita e aveva fatto il tifo per la Costa d’Avorio insieme a me».

Tra salite in montagna, pellegrinaggi e altre avventure, tutti in queste ore a Boltiere riconoscono che Giovanni è stato un dono grande, per la sua famiglia (lascia mamma Mariangela e papà Zaverio, il fratello Pietro e la sorella Matilde) e la sua comunità. «La sua presenza ci ha permesso di comprendere che ci sono tempi diversi per ognuno - conclude don Luca -: il fatto di doverlo aspettare e accompagnare ha sempre arricchito me e tutto il gruppo». Giovanni sarà salutato dalla sua comunità nel funerale celebrato oggi - 7 luglio - alle 17, nella «sua» chiesa parrocchiale di Boltiere.

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