(Foto di Agazzi)
TRA BERGAMO E VERDELLINO. Opera completata entro fine mese, a luglio la fase di test per eventuali accorgimenti, anche sul fronte del traffico. Donato (dg Atb): «Verranno riviste le linee esistenti, ci sarà un salto di qualità verso una mobilità moderna».
Lettura 3 min.«Oggi i cittadini vedono soprattutto i lavori, le modifiche alla viabilità e i disagi temporanei. È comprensibile. Ma quando l’e-Brt sarà completamente in funzione e gli autobus inizieranno a circolare con regolarità sarà più facile cogliere il valore complessivo dell’investimento e i benefici che porterà alla mobilità bergamasca, sempre più moderna». Il traguardo è ormai vicino. Avviati nel 2024, i lavori per il nuovo sistema di autobus elettrici su corsia preferenziale che collegherà Bergamo, Dalmine e Verdellino sono ormai alle battute finali e Liliana Donato, direttore generale di Atb e responsabile unico del progetto e-Brt, invita a guardare al futuro. Le prossime settimane serviranno a chiudere il complesso e strategico intervento, accompagnando il territorio verso una nuova stagione del trasporto pubblico.
«Partiremo in maniera progressiva e graduale, mentre da settembre il nuovo sistema entrerà a pieno regime»
«I lavori principali saranno completati entro il 30 giugno, nel pieno rispetto della tabella di marcia e delle scadenze imposte dal Pnrr, mentre luglio sarà dedicato a test, verifiche, monitoraggi e ultimi accorgimenti tecnici - spiega -. Le prime corse con passeggeri saranno a inizio agosto. Partiremo in maniera progressiva e graduale, mentre da settembre il nuovo sistema entrerà a pieno regime, in concomitanza con la ripresa delle scuole, dell’università e delle attività produttive dopo la pausa estiva. Siamo al 96% dell’avanzamento complessivo dei lavori, come agli ultimi chilometri di una maratona, vogliamo arrivare al traguardo nel miglior modo possibile. La soddisfazione è tanta, vista la complessità dell’intervento, diffuso sul territorio, da completare in un tempo limitato. Lo sforzo è stato grande, un lavoro di squadra che ha coinvolto circa 250 persone, tra Atb, direzione lavori, progettisti, impresa e maestranze».
Restano da ultimare, nei prossimi giorni, alcune attività lungo i circa 15 chilometri del tracciato. «In centro città si sta completando la segnaletica definitiva, sia verticale sia orizzontale, nelle aree di via Paleocapa, via Bonomelli, via San Giorgio e via Simoncini. Stiamo finendo le ultime asfaltature e il parcheggio di interscambio sulla 525 al confine con Lallio». Uno dei temi più sentiti resta quello del traffico. Proprio via Paleocapa e via San Giorgio «ristrette» testimoniano le difficoltà di questa fase di transizione. Le nuove corsie dedicate all’e-Brt e i cambiamenti alla viabilità stanno generando rallentamenti e incertezze soprattutto nelle ore di punta. «Quando una segnaletica consolidata da anni viene modificata è normale che serva un periodo di adattamento, affinché la gente si abitui– osserva Donato –. Col Comune stiamo rafforzando le indicazioni e monitorando attentamente il comportamento del traffico affinché gli automobilisti possano acquisire gradualmente nuove abitudini di guida, per esempio occupando correttamente le corsie verso largo Tironi come verso via Autostrada».
Il rup invita però a leggere le criticità attuali in un quadro più ampio. «Sulla mobilità urbana incidono anche altri importanti cantieri, in particolare quelli ferroviari di Rfi per il raddoppio - prosegue -. Il nodo di via dei Caniana rappresenta ancora un elemento di attenzione, con interlocuzioni in corso tra Comune,ministero e Rfi circa tempi e modalità di completamento delle opere, per capire quando la corsia di via dei Caniana sarà percorribile dall’e-Brt. Stiamo lavorando insieme al Comune affinché non vi siano ripercussioni negative sul sistema e-Brt e sulla mobilità complessiva».
La gestione della circolazione sarà supportata da impianti intelligenti e sistemi di priorità semaforica. «Le simulazioni effettuate in fase progettuale saranno infatti verificate sul campo, già a luglio, per trovare il miglior equilibrio possibile tra trasporto pubblico e mobilità privata». Il mese prossimo sarà caratterizzato da prove senza passeggeri, verifiche tecnologiche e monitoraggi. «Abbiamo scelto di dedicare luglio ai test e alle verifiche perché vogliamo arrivare all’apertura del servizio con tutti i requisiti di sicurezza e affidabilità necessari». L’investimento complessivo ammonta a circa 84 milioni di euro, inclusi autobus ed espropri. «Il quadro economico - spiega Donato - è solido e in questo momento non ci sono avvisaglie di criticità ulteriori»
L’avvio dell’e-Brt comporterà inoltre «una profonda revisione della rete del trasporto pubblico locale». «Le linee esistenti, sia urbane sia extraurbane, saranno riorganizzate per integrarsi con il nuovo servizio. Cambieranno percorsi, fermate, denominazioni. Il nuovo assetto, in fase di definizione con Agenzia del Tpl e gli altri operatori attivi sul territorio, sarà illustrato ai cittadini nelle prossime settimane. Per Atb, insieme alla futura tramvia T2 della Valle Brembana, in fase di completamento, l’e-Brt rappresenta «uno dei principali investimenti degli ultimi decenni nella mobilità bergamasca. «Parliamo di una vera rivoluzione del trasporto pubblico. L’obiettivo è passare dagli attuali 2,9 milioni a 4 milioni di passeggeri annui lungo il corridoio interessato dall’e-Brt». Il collegamento tra la stazione di Bergamo e quella di Verdellino sarà coperto in circa 40 minuti, con autobus elettrici in servizio ogni 10 minuti. «È una soluzione che favorisce il pendolarismo giornaliero, grazie ad una modalità di spostamento economica, efficiente, integrata e a basso impatto ambientale». L’obiettivo finale dei due progetti è spostare verso il trasporto pubblico una quota crescente di utenti. «Vorremmo raggiungere il 15%. Significa meno traffico, meno emissioni di CO2, meno congestione e una migliore qualità della vita. È un salto di qualità per il territorio. Con queste opere ci avviciniamo sempre di più a un modello di mobilità moderna e metropolitana, in grado di collegare università, poli produttivi, centri di innovazione e quartieri con servizi all’altezza delle esigenze del territorio».
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