Falso ispettore fa versare 48.300 euro: la Polizia blocca il denaro - Video
LE INDAGINI. Il Commissariato di Treviglio sventa il raggiro: somma sequestrata in vista della restituzione. Individuata una donna ritenuta coinvolta.
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Si è spacciato per un ispettore di polizia e, inventando un’indagine, ha convinto la vittima a trasferire 48.300 euro con un bonifico istantaneo. L’intervento del Commissariato di Treviglio ha però permesso di bloccare l’intera somma, poi sequestrata dall’Autorità giudiziaria in vista della restituzione.
La falsa indagine e le istruzioni alla vittima
Il raggiro, ricostruito nell’ambito di un’attività conclusa nell’ottobre 2026, ha preso di mira una persona conosciuta in zona per il suo impegno nel volontariato. Il falso ispettore le ha imposto di non parlare con nessuno, suggerendole anche una giustificazione da fornire alla banca: il denaro sarebbe servito ad acquistare un’Alfa Romeo Stelvio per la nipote.
Telefonate e messaggi apparivano provenire da istituti bancari e dalla Questura di Treviso grazie allo spoofing, tecnica che falsifica il numero visualizzato sul telefono. Dopo il versamento, un messaggio annunciava il presunto blocco dell’operazione e fissava un appuntamento davanti al Commissariato di Treviglio. La vittima, recatasi alle Poste per verificare il conto, è stata invece invitata dal personale a rivolgersi alla Polizia.
Denaro bloccato, individuata una donna
Gli agenti hanno attivato le procedure antifrode, fermando il denaro prima di ulteriori trasferimenti. Gli accertamenti bancari e telefonici hanno consentito di individuare una donna ritenuta coinvolta nella truffa, per la quale vale la presunzione di non colpevolezza fino a un’eventuale condanna definitiva.
La Polizia ricorda: nessun agente chiede bonifici per indagini o per proteggere i risparmi. In caso di richieste simili, interrompere la chiamata e contattare le Forze dell’ordine attraverso i canali ufficiali.
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