In moto contro un’auto a Capriolo: Kevin muore a 24 anni
IL DRAMMA. L’incidente alle 19 di martedì 26 maggio, nel Bresciano: Kevin Bonetti era di Palosco. Vani i soccorsi del 118. Davanti a lui, su un’altra moto, viaggiava un amico che ha sentito il botto. La provinciale 469 già teatro di sinistri.
Lettura 1 min.Palosco
Ha perso la vita in sella alla sua moto, in un tragico schianto contro un’auto lungo la provinciale 469, a Capriolo, nel Bresciano, strada già teatro di numerose tragedie: l’ultima ha il volto e il nome di Kevin Bonetti, bergamasco di Palosco. Un giovane di soli 24 anni, con tanti progetti e sogni davanti a sé, spezzati improvvisamente sull’asfalto.
L’incidente è avvenuto martedì 26 maggio, verso le 19. A occuparsi dei rilievi sono stati gli agenti della polizia stradale di Iseo. Il giovane viaggiava in sella alla sua Kawasaki Ninja 750 in direzione di Capriolo. Con lui, su un’altra moto che lo precedeva, c’era un amico: non ha visto la scena, ma avrebbe sentito il rumore dello schianto. Stando alle prime e ancora sommarie ricostruzioni delle forze dell’ordine, Kevin Bonetti avrebbe affrontato una curva a velocità sostenuta. Nel frenare per aggiustare la traiettoria avrebbe perso aderenza con l’asfalto, scivolando e finendo frontalmente contro l’auto, una Mercedes guidata da una donna, che arrivava nella corsia opposta e non ha potuto evitare il motociclista. L’impatto è stato violentissimo. Sul posto sono intervenuti i volontari del gruppo ambulanza di Adro, l’automedica da Sarnico e anche l’elisoccorso, atterrato in un campo vicino. Ma per il giovane, purtroppo, non c’è stato nulla da fare: è morto sul colpo e il medico non ha potuto che constatarne il decesso. Illesa, ma sotto choc, la conducente dell’auto. La strada è stata chiusa per diverse ore, per consentire i rilievi e la rimozione dei mezzi coinvolti nell’incidente.
La passione per i motori
Di lui resta il ricordo di un ragazzo dolce, dall’aria sbarazzina ma concreta e matura, con un futuro brillante davanti
La notizia della tragedia si è diffusa in poco tempo. Prima tra i parenti di Kevin, giunti sul posto: la mamma, il padre con la sua compagna, gli zii. E poi anche i nonni, residenti nel Bresciano e giunti da Lumezzane, in Val Trompia. Poi nella comunità di Palosco, dove Kevin viveva da sempre. Appassionato di moto e di auto, aveva studiato informatica alla scuola professionale e lavorava nello stabilimento Amazon di Cividate, occupandosi di robotica e programmazione. Da circa un anno aveva comprato casa, sempre a Palosco, per vivere insieme alla fidanzata, mentre il fratello più piccolo, di 17 anni, vive con il padre. Di lui resta il ricordo di un ragazzo dolce, dall’aria sbarazzina ma concreta e matura, con un futuro brillante davanti.
Una strada di incidenti
Rimane anche una moto distrutta: quella che il ventiquattrenne aveva messo in vendita da poco sui suoi canali social, prima di quella che sarebbe stata l’ultima corsa. Sale, nel frattempo, il conto delle vittime di una strada che ancora una volta torna sotto i riflettori: la provinciale 469 è purtroppo già nota per numerosi incidenti, anche mortali. Nel febbraio del 2025 Singh Davinder, di Villongo, era morto sul colpo a 65 anni dopo uno scontro con un camion, poco prima della curva della provinciale. Nel giugno del 2023, a soli tre giorni di distanza l’uno dall’altro, avevano perso la vita nello stesso tratto anche il sessantaduenne Gianbattista Brizio, di Capriolo, e il trentanovenne Mirjan Cangoja, che abitava a Palazzolo.
© RIPRODUZIONE RISERVATA